Keystone
Da sinistra: l'ex vice presidente Joe Biden, Bernie Sanders e Kamala Harris.
STATI UNITI
28.06.2019 - 20:170

Verso la Casa Bianca, più Harris che Biden

Il favorito tra i democratici esce indebolito dal dibattito andato in scena all'Adrienne Arsht Center di Miami

NEW YORK - Quattro ore di dibattito, suddivise in due serate, danno il via alla corsa alla Casa Bianca fra i democratici. La vincitrice assoluta è Kamala Harris. Joe Biden, il favorito fra le fila del partito, esce indebolito dal confronto costretto, così come Bernie Sanders, a fare i conti con l'età avanzata e un'ideologia che sembra ormai superata.

All'Adrienne Arsht Center di Miami tira aria di svolta generazionale: a gran voce viene chiesto all'ex vice presidente e al senatore del Vermont di «passare il testimone» e lasciare spazio alla nuove generazioni che vogliono dire la loro e risolvere i problemi. «Quando avevo sei anni un candidato alla presidenza era arrivato alla convention democratica in California e aveva detto che era il momento di passare il testimone alla nuova generazione di americani. Quel candidato era Joe Biden» attacca diretto il deputato Eric Swalwell durante il dibattito. Biden incassa il colpo e al moderatore, Josè Diaz-Balart, che gli chiede se fosse pronto a passare il testimone risponde: «Lo farò, ma voglio essere chiaro: per ora è ancora nelle mie mani». Si sente colpito anche Sanders che risponde con rabbia, capendo perfettamente che l'età è un punto debole della sua candidatura. Rincara la dose Pete Buttigieg: «A Washington è il momento della mia generazione» dice il 37enne sindaco di South Bend che si è affermato come l'altro vincitore della maratona di due giorni democratica.

I candidati si sono sfidati sulla sanità, l'economia, il clima e la politica estera. Ma il momento topico, e quello forse della svolta all'interno del partito, è lo scontro fra Kamala Harris e Biden. La senatrice prende la parola a attacca il passato dell'ex vice presidente sui diritti razziali. Lo fa con il piglio da procuratrice che è stata e Biden è all'angolo. Il vice presidente avrebbe dovuto aspettarsi un attacco frontale simile viste le polemiche delle ultime settimane sulla sua collaborazione con due senatori segregazionisti negli anni '70.

Invece Biden si mostra sorpreso e impacciato. «Io non credo che lei sia razzista, ma io sono l'unica afroamericana sul palco, e posso dire che quelle parole fanno male» dice Kamala Harris, raccontando la sua storia personale e conquistando il pubblico presente in sala ma anche quello sui social. Con garbo, senza insulti o cadute di stile, ma con determinazione Harris racconta che conosceva una ragazzina nera che per fortuna poteva andare in una scuola migliore grazie al servizio di scuolabus istituito per le minoranze che vivevano nei quartieri più disagiati, servizio al quale - ricorda - il senatore Biden si era opposto: «Quella ragazzina ero io». Ed è quasi un knock out per l'ex vicepresidente. Un altro colpo Harris lo mette a segno identificando Donald Trump come la principale minaccia per il paese. Proprio il presidente è il convitato di pietra della seconda notte di confronto fra i democratici. Se nella prima serata nessuno o quasi lo aveva attaccato, nella seconda il tycoon è stato nel mirino per due ore, non ha avuto scampo dall'immigrazione al clima.

In attesa del nuovo confronto a fine luglio a Detroit, i candidati democratici fanno ora il primo bilancio della loro campagna. Lo fanno anche gli elettori e per molti, al termine del primo dibattito, il dream ticket è uno: Harris-Buttigieg.

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