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27.06.2019 - 07:100

Al via la corsa dei democratici: sorprende Castro, delude Beto

Si è tenuto ieri il primo dibattito durante il quale si sono sfidati 10 dei 20 aspiranti democratici al 2020

WASHINGTON - La corsa dei democratici alla Casa Bianca si è ufficialmente aperta. E si è aperta con una sorpresa: Julian Castro, ex sindaco di San Antonio ed ex dell'amministrazione Obama.

Sicuro di sé, spigliato, preparato e con le idee chiare Castro riesce a imporsi durante le due ore del primo dibattito, durante il quale si sono sfidati 10 dei 20 aspiranti democratici al 2020. La senatrice Elizabeth Warren, la favorita della serata, parte in volata sui temi che le sono più congeniali, l'economia e la sanità poi però perde slancio e resta in disparte. Delude Beto O'Rourke che non riesce a sfondare, confermando i sondaggi che vendono in Pete Buttigeg, il sindaco di South Bend, il vero emergente fra le fila democratiche.

Beto fatica anche sull'immigrazione, tema che lo vede in prima linea nel suo stato del Texas. Buona la performance del senatore del New Jersey, Cory Booker, dal quale comunque - secondo gli osservatori - ci si aspetta di più date le sue doti oratorie, per le quali è stato paragonato all'ex presidente Barack Obama. Ma il formato del dibattito, con 30 o 45 secondi a disposizione dei candidati per rispondere alle domande, non gli lascia molto spazio. Non lo lascia a nessuno e questo penalizza un po' tutti i candidati che, per la prima volta, si sono presentati al pubblico americano, o almeno a quella parte di America che non li conosce. Lo ha fatto il sindaco di New York che, parlando per lo più a suon di slogan, si è lanciato sul palcoscenico della politica nazionale, spiccando anche rispetto a molti altri rivali.

All'Adrienne Arsht Center di Miami, i candidati si confrontano su tutti i temi principali. Si parte dall'economia, ma gli animi si scaldano sulla sanità con ognuno dei dieci che cerca di illustrare la sua ricetta. A unire il fronte degli aspiranti democratici è la bocciatura per le politiche dell'immigrazione del presidente Donald Trump e l'emergenza clima. «Mobiliteremo 5'000 miliardi per liberarci dalla dipendenza dai combustibili fossili» dice Beto. Castro invece assicura: il «mio primo atto da presidente sarà un decreto per rientrare nell'accordo di Parigi». Sul fronte delle armi a riscuotere i maggiori applausi è Booker: «Se serve una patente per guidare, ne serve una per avere una pistola» dice.

Il clima, insieme alla Cina e alla Russia, sono le maggiori minacce per gli Stati Uniti. Ma ce n'è una che batte tutte: Trump. Il presidente non twitta sul dibattito e sui suoi contenuti, anche se dall'Air Force One si lascia sfuggire un cinguettio di critiche a NBC e MSNBC per il problema tecnico che ha costretto l'interruzione di alcuni minuti del dibattito. «Dovreste vergognarvi», twitta Trump.

Le dichiarazioni finali dei singoli sono l'occasione per lanciare il proprio messaggio. E Castro batte tutti i rivali parlando in inglese e in spagnolo, e chiudendo con una frase a effetto: «Nel gennaio 2021 diremo adios a Trump».

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