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18.05.2019 - 20:080

Biden vola nei sondaggi e attacca Trump: «Vomita odio»

Tra i candidati democratici stacca di oltre 22 punti il diretto inseguitore, Bernie Sanders, ed è avanti sull'attuale presidente di 11 punti

NEW YORK - Il mite Joe Biden, quello che Donald Trump irride soprannominandolo "Sleeping Joe", il "morto di sonno", tira fuori le unghie. E nel primo vero comizio della sua campagna elettorale sferra l'attacco più duro al tycoon, accusandolo di dividere gli americani e di distruggere la reputazione dell'America nel mondo: «se il paese vuole un presidente che vomita odio non ha bisogno di me, perché già ne ha uno che lo fa».

E i sondaggi per ora lo premiano: vola l'ex vicepresidente, che tra i candidati democratici stacca di oltre 22 punti il diretto inseguitore, Bernie Sanders, ed è avanti su Donald Trump di 11 punti secondo l'ultimo sondaggio della conservatrice Fox.

Biden, per il primo vero e proprio bagno di folla, sceglie Filadelfia, città simbolo della storia americana, quella dell'amore fraterno dove fu adottata la Dichiarazione di Indipendenza e non lontano dalla natia Scranton. Non solo: il messaggio dell'ex vicepresidente all'elettorato è che gli stati industriali della cosiddetta Rust Belt, come la Pennsylvania, stavolta non saranno dimenticati. Non si ripeterà il tragico errore di valutazione che nel 2016 consegnò la vittoria a Donald Trump. Per questo il "front runner" dei democratici ha scelto Filadelfia anche come quartier generale della sua campagna elettorale.

Il palco da cui parla è poco distante dall'iconica Rocky Steps, la scalinata dell'Art Museum di "Philly". Ma l'ex braccio destro di Barack Obama spiega chiaramente che non governerà l'America «con il pugno chiuso», e che un leader può combattere per il proprio paese anche aprendo e tendendo la mano agli altri. Per questo il suo appello è a tutti, "democratici, repubblicani, indipendenti".

Biden lancia un chiaro segnale soprattutto ai suoi, ai democratici e alla nuova generazione che sta spostando l'asse del partito sempre più a sinistra, criticando i toni moderati e guardando più a candidati come il socialista Bernie Sanders o la liberale Elizabeth Warren: «molti dicono che più siamo arrabbiati e meglio è. Ma io non la penso così. Dobbiamo unire il paese, non contribuire a dividerlo. Per questo la mia strada sarà diversa da quelle di altri».

Biden non vuole dunque scendere sullo stesso piano di Trump, usare lo stesso tipo di linguaggio o di retorica incendiaria. Per lui quello che conta è un'America le cui varie anime tornino a convivere senza paure o tensioni e un'America che recuperi il rispetto dovuto sul palcoscenico internazionale.

Ma non tutti tra i democratici sono convinti che l'ex vicepresidente sia il vero anti-Trump, l'antidoto giusto al tycoon. E se i sondaggi sono dalla sua parte, in molti ricordano come nel 2015, prima che partisse la stagione dei dibattiti delle primarie, anche Jeb Bush tra i repubblicani era in testa in tutte le rilevazioni ed era visto come l'indiscusso "front runner". Trump allora era in fondo alla lista. Poi si sa come è andata a finire.

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