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REGNO UNITO
16.01.2019 - 09:340
Aggiornamento : 10:26

Brexit: altra dura giornata di esami per May

La premier britannica dovrà affrontare il voto di fiducia. Se non lo passasse, si potrebbe andare a elezioni anticipate

LONDRA - Si apre un’altra giornata di scrutinio per la premier britannica, Theresa May. Dopo che, in serata, la Camera dei comuni ha sonoramente bocciato l’accordo da lei negoziato con Bruxelles sulla Brexit, la prima ministra affronterà oggi il voto di fiducia promosso dal leader dell’opposizione laburista, Jeremy Corbyn.


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Jeremy Corbyn

Il dibattito, in parlamento, si riaprirà dopo le 12 (le 13 in Svizzera) e i Comuni si esprimeranno sul futuro della leader conservatrice intorno alle 19 (le 20 in Svizzera). Come segnala la BBC, è improbabile che Corbyn abbia successo con la sua mozione di sfiducia. Sia il partito indipendentista DUP sia alcuni dei ribelli che, ieri, hanno impallinato l’accordo di May sono infatti pronti a sostenere comunque la prima ministra.

Un’eventuale voto di sfiducia potrebbe significare elezioni anticipate.

Ieri, l’accordo duramente negoziato da May con Bruxelles per un’uscita «ordinata» del Regno Unito dall’Ue è stato bocciato con uno scarto di 230 voti senza precedenti nella storia britannica recente. La premier ha assicurato che «la Camera ha parlato e il governo ascolterà».


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May vuole evitare, il 29 marzo prossimo, una “hard Brexit”, un’uscita dall’Ue senza accordo. Quello negoziato finora, tuttavia, scontenta sia i laburisti - perché dà poche garanzie - sia i molti conservatori - perché concede troppo a Bruxelles.     

Il governo: «Nessun piano di rinvio» - Il governo britannico di Theresa May non ha per ora in programma di chiedere all'Ue un rinvio dei termini della Brexit rispetto alla scadenza del 29 marzo, malgrado l'umiliante sconfitta di ieri ai Comuni. Lo ha detto a Bbc Radio 4, la ministra Andrea Leadsom, brexiteer di spicco rimasta nel governo.

Leadsom ha invece confermato che la premier prevede, se si salverà dalla sfiducia stasera, di incontrare esponenti dell'opposizione per cercare una piattaforma d'accordo condivisa, ma al momento non il leader laburista Jeremy Corbyn.

Le parole della ministra dei Rapporti con il Parlamento hanno peraltro subito suscitato reazioni negative nel Labour, anche da figure di rilievo dell'ala anti-Corbyn come Yvette Cooper.

«È ridicolo» pensare che il governo pretenda di avviare un dialogo bipartisan senza parlare con i leader dei partiti d'opposizione a cominciare da Corbyn, ha detto Cooper, aggiungendo che Leadsom trasforma gli accenni di apertura di Theresa May in «una parodia».

La premier - ha concluso Yvette Cooper - «deve rendersi conto» che il suo accordo è stato bocciato alla Camera dei Comuni ieri "con un maggioranza di 230 voti" e riconoscere questa realtà.

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Commenti
 
lo spiaggiato 7 mesi fa su tio
Che storia!...
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