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REGNO UNITO
25.11.2018 - 17:220
Aggiornamento : 17:56

Le prossime tappe della Brexit: ecco che succederà adesso

Dal voto al Parlamento britannico fino alla fatidica fine di marzo 2019 e al testo siglato con l'Ue. Tutto quello che c'è da sapere per capire come andrà

LONDRA - Il via libera all'accordo di recesso del Regno Unito dall'Unione europea dato dal Consiglio straordinario oggi a Bruxelles non chiude certo il percorso sulla Brexit ma apre la porta a tutta una serie di altri importanti appuntamenti, a partire dal voto entro Natale del Parlamento britannico.

Ecco in sintesi le principali tappe da oggi a luglio 2020, quando si deciderà se allungare o meno il periodo transitorio che si dovrebbe concludere il 31 dicembre 2020.

DICEMBRE 2018 - Dopo l'avallo politico odierno del Consiglio europeo straordinario e prima di entrare in vigore, l'accordo di recesso deve essere ratificato dall'Ue e dal Regno Unito. Il voto del Parlamento britannico si dovrebbe tenere con tutta probabilità il 10-11 dicembre, mentre per l'Ue è il Consiglio che deve autorizzare la firma dell'accordo. Dopo questi due passaggi toccherà al Parlamento europeo.

TRA GENNAIO E MARZO 2019 è atteso l'ok dell'Eurocamera che avverrà tramite maggioranza semplice, con tutta probabilità tra gennaio e inizio febbraio. Voteranno anche gli eurodeputati britannici. Solo dopo il via libera del Parlamento europeo il Consiglio potrà concludere l'accordo di recesso. Ma qui le regole del voto cambiano: sono specificate dall'Articolo 50 del Trattato dell'Unione europea e richiedono una maggioranza qualificata fra gli Stati membri escluso il Regno Unito. In pratica il 72% dei 27 Stati membri, o 20 Paesi Ue che rappresentino il 65% della popolazione dell'Ue a 27.

IL 29 MARZO 2019 alla mezzanotte scatterà la Brexit ed il Regno Unito uscirà dall'Unione europea. Inizierà a quel punto il periodo di transizione. Londra continuerà ad applicare le regole dell'Unione europea ma non avrà più potere decisionale. Da allora in poi partiranno i negoziati per gli accordi commerciali tra Londra e gli altri Paesi.

ENTRO L'1 LUGLIO 2020 si deve decidere se prorogare o meno il periodo transitorio, che altrimenti scadrà il 31 dicembre 2020, segnando l'uscita definitiva della Gran Bretagna dall'Ue. Tale periodo potrebbe infatti essere esteso nel caso fosse necessario altro tempo per completare la transizione.

Che c'è nell'accordo?

L'intesa sulla Brexit che oggi ha ricevuto il via libera dai 27, tecnicamente 'accordo di recesso' tra la Gran Bretagna e l'Ue, consta di 585 pagine, più diversi protocolli e annessi. Questi i suoi elementi principali.

Periodo di transizione - La Brexit scatterà il 29 marzo 2019 ma almeno sino alla fine del 2020 resterà lo status quo nei rapporti tra Ue e Gb, anche se questa non avrà più potere decisionale a livello Ue. La transizione potrà essere estesa di un anno se ritenuto necessario dalle due parti, con decisione entro luglio 2020.

Diritti dei cittadini - Viene garantito ai 3 milioni di cittadini Ue residenti in Gran Bretagna e al milione di britannici in Ue di continuare a godere degli stessi diritti di oggi - sociali, lavoro, studio - anche dopo la Brexit. Questi diritti si estendono alle loro famiglie. Lo stesso trattamento si applicherà a chi si trasferirà durante tutto il periodo di transizione.

Conto del "divorzio" - Londra si impegna a onorare tutti gli impegni presi su bilancio, fondi e programmi Ue sino al 2020. Contribuirà in parte anche al bilancio 2021-2027 se verrà esteso il periodo di transizione. Nel complesso il 'conto' potrebbe ammontare sui 45-60 miliardi di euro.

Backstop Irlanda - Viene assicurato un confine fluido tra Irlanda e Irlanda del Nord, con provvedimenti doganali ad hoc per Belfast rispetto al resto del Regno, la cui applicazione scatterebbe solo nel caso in cui non si arrivasse a un'intesa per il post Brexit.

Prodotti, marchi Doc/Igp - Viene mantenuta la tutela per marchi e prodotti agroalimentari Dop-Igp esistenti. I prodotti immessi sul mercato sino alla fine del periodo di transizione potranno continuare a circolare. Poi scatteranno le nuove regole.

Gibilterra - Servirà l'accordo della Spagna per definire le nuove relazioni tra Ue e Gran Bretagna con la Rocca.

Corte Ue- Resterà l'arbitro delle contese tra Ue e Gb fino a 8 anni dopo la fine della transizione per i diritti dei cittadini e fino a 4 anni dopo per gli altri ambiti.

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