Keystone
STATI UNITI
18.08.2018 - 20:520

«Militari a difesa dei palestinesi». Arriva il no di Israele

Il segretario generale dell'Onu ha avanzato quattro proposte per proteggere i civili: «Ma ci vuole una cooperazione fra le parti»

NEW YORK - Una forza armata militare o di polizia, oppure una missione di osservatori civili in zone sensibili, come i checkpoint, e la recinzione di Gaza e delle aree vicino agli insediamenti: sono due delle quattro proposte di Antonio Guterres per proteggere i civili palestinesi nei Territori sotto occupazione israeliana.

Il segretario generale dell'Onu ha sottolineato che, per ognuna di queste raccomandazioni, sarebbe necessaria una cooperazione fra israeliani e palestinesi ma l'ambasciatore israeliano all'Onu, Danny Damon, ha bocciato subito il piano: «L'unica protezione di cui necessita il popolo palestinese è dalla sua leadership. L'Autorità palestinese incita la gente a demonizzare e ad attaccare gli ebrei e Hamas, organizzazione terrorista, sfrutta quelli sotto il suo controllo mettendoli intenzionalmente in pericolo».

Lo stesso Guterres ha sottolineato d'altra parte che una nuova missione militare o di polizia stabilita dall'Onu o operante sotto mandato Onu richiederebbe l'approvazione del Consiglio di sicurezza. E qui il veto degli Usa, stretti alleati di Israele, sarebbe scontato.

Nel suo rapporto il segretario generale delle Nazioni Unite suggerisce anche una più robusta presenza dell'Onu sul terreno, con ulteriori esperti politici e di diritti umani che potrebbero rafforzare le capacità di prevenzione delle Nazioni Unite, aumentarne la visibilità dell'organizzazione e «dimostrare l'attenzione e l'impegno della comunità internazionale» per proteggere i civili palestinesi.

Guterres ha sollecitato anche di rafforzare i programmi e l'assistenza umanitaria dell'Onu ma ha denunciato che l'appello delle Nazioni Unite per circa 540 milioni di dollari destinati ai servizi di base e a sostenere 1,9 milioni di palestinesi vulnerabili ha raccolto finora solo un quarto dei fondi.

Senza contare i forti tagli all'Unrwa, l'agenzia per i rifugiati palestinesi, che ha un deficit di 217 milioni di dollari dopo che gli Usa hanno congelato 300 milioni di finanziamenti per il "no" ai negoziati di pace da parte dell'autorità palestinese.

Il rapporto di 14 pagine costituisce la risposta di Guterres alla richiesta contenuta in una risoluzione dell'Assemblea generale dell'Onu, sostenuta dai palestinesi e adottata a giugno, in cui si accusava Israele per le violenze a Gaza, dove il bilancio da fine marzo è di 171 palestinesi uccisi. La risoluzione chiedeva appunto al segretario generale di avanzare proposte per proteggere i civili palestinesi e raccomandazioni per un «meccanismo di protezione internazionale».

Guterres ha sottolineato che 50 anni di occupazione militare israeliana, «le costanti minacce alla sicurezza, le deboli istituzioni politiche e un processo di pace in stallo, rappresentano per la protezione una sfida altamente complessa politicamente, legalmente e dal punto di vista pratico».

Il segretario generale ha quindi invitato i 193 Stati membri dell'Assemblea generale a esplorare  «tutte le misure pratiche e realizzabili che possano significativamente migliorare la protezione della popolazione palestinese» e anche «la sicurezza dei civili israeliani».

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