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09.05.2018 - 09:220
Aggiornamento : 10:15

Accordo sull'Iran: relazioni transatlantiche a rischio?

Francia, Regno Unito e Germania si incontreranno settimana prossima. Guterres: «Ho ripetutamente ribadito che l'intesa è un importante risultato e ha contribuito alla pace»

WASHINGTON - I ministri degli Esteri di Francia, Gran Bretagna e Germania si incontreranno lunedì con rappresentanti di Teheran per trovare il modo di preservare l'accordo sul nucleare iraniano. Lo ha annunciato questa mattina Jean-Yves Le Drian, ministro degli Esteri francese.

«Ci riuniremo con i miei due colleghi lunedì prossimo - ha detto il capo del Quai d'Orsay intervistato dalla radio RTL - e anche con i rappresentanti dell'Iran, per ragionare sull'insieme della situazione».

Rammarico dal Giappone - Il governo giapponese esprime rammarico sull'uscita degli Usa dall'accordo con l'Iran, ed è preoccupato per le ripercussioni che potrebbero derivare sullo sviluppo del programma nucleare di Tehran.

«Ci auguriamo che le altre nazioni possano continuare ad implementare l'accordo in modo costruttivo», ha detto il ministro degli Esteri Taro Kono, e «il Giappone lavorerà assieme a loro per mantenere l'intesa in atto».

Il governo di Tokyo, viene spiegato in un comunicato, analizzerà ogni conseguenza a livello geopolitico dopo l'annuncio di Washington, e seguirà attentamente gli sviluppi.

Una frattura nelle relazioni - Il nuovo ambasciatore Usa in Germania, Richard Grenell, sollecita l'interruzione immediata delle attività economiche tedesche dall'Iran. Le imprese tedesche che fanno affari in Iran «dovrebbero fermarli subito», ha scritto ieri in serata su Twitter.

I socialdemocratici tedeschi, alla luce della decisione annunciata da Donald Trump sull'uscita dall'accordo iraniano, vedono a rischio le relazioni transatlantiche. Lo ha detto il responsabile per gli esteri del partito, Rolf Muetzenich, alla Dpa.

«Il presidente Usa, con la sua decisione unilaterale, rischia una frattura nelle relazioni transatlantiche», ha affermato. La decisione di riattivare le sanzioni «avrà conseguenze gravose».

Dal canto suo, il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ieri in serata si è detto «profondamente preoccupato» per il ritiro degli Usa dall'accordo sul nucleare iraniano. «Ho ripetutamente ribadito che l'intesa è un importante risultato e ha contribuito alla pace», ha detto.

«È essenziale che tutte le preoccupazioni riguardanti l'attuazione dell'accordo siano affrontate attraverso i meccanismi stabiliti», ha aggiunto, invitando gli altri firmatari a «rispettare pienamente i rispettivi impegni assunti».

Zarif nei paesi ancora fedeli all'accordo - Il primo ministro iraniano Mohammad Javad Zarif si recherà nei paesi ancora fedeli all'accordo del 2015 sul programma nucleare iraniano: Cina, Francia, Germania, Russia e Regno Unito. Lo ha annunciato il presidente Hassan Rohani intervenendo in diretta alla televisione di stato subito dopo l'annuncio del presidente americano.

Nel sottolineare che l'intesa del 2015 resta «multilaterale», Rohani ha detto di sperare che l'Unione Europea possa approvare leggi che proteggano le imprese europee da eventuali sanzioni statunitensi. Tuttavia, Rohani ha sottolineato che l'Iran, «in qualsiasi momento, potrebbe riprendere il suo programma di arricchimento dell'uranio senza limiti». «Fino all'entrata in vigore di questa decisione - ha aggiunto il presidente iraniano - aspetteremo alcune settimane e parleremo con i nostri amici e alleati e con gli altri che hanno firmato l'accordo e che rimarranno fedeli ad esso. Tutto dipende dai nostri interessi nazionali».

La Turchia con Teheran - «Per adesso continueremo a fare il nostro commercio con l'Iran. Non renderemo conto di questo a nessuno». Lo ha detto alla Cnn turca il ministro dell'Economia turco, Nihat Zeybekci, dopo l'annuncio di Donald Trump del ritiro Usa dall'accordo con l'Iran sul nucleare.

In una nota, il ministero degli Esteri di Ankara ha inoltre definito la decisione americana come un «passo infelice», sottolineando l'assenza di prove di violazioni dell'intesa da parte iraniana e lanciando un appello affinché questa «continui a essere implementata in piena trasparenza».

L'accordo rimane? - «In risposta alle persistenti violazioni degli Usa e al ritiro illegale dall'accordo nucleare, come richiesto dal presidente Rohani porterò avanti uno sforzo diplomatico per capire se i rimanenti partecipanti all'accordo possano garantire tutti i benefici per l'Iran. Il risultato determinerà la nostra risposta». Lo ha scritto ieri sera su Twitter il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif.

Ieri il presidente Hassan Rohani aveva annunciato in diretta tv che Zarif si sarebbe recato nei Paesi ancora impegnati nell'accordo dopo il ritiro degli Stati Uniti: Cina, Francia, Germania, Russia e Regno Unito.

«A perdere saranno gli Usa» - Abbandonando l'intesa con l'Iran sul nucleare «a perdere saranno gli Usa, perché devi rispettare un accordo che hai firmato». Così il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, nel suo primo commento alla decisione di Donald Trump.

«Non potete rompere gli accordi internazionali così quando volete, e farli quando volete. Non funziona così», ha aggiunto il leader di Ankara.
 


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