Keystone
STATI UNITI
09.03.2018 - 07:190

Trump firma i dazi: «Flessibili con gli amici»

Donald Trump firma i dazi al 25% sull'acciaio e al 10% sull'alluminio. Ma non tutti gli Stati saranno colpiti in egual misura

WASHINGTON - «Stiamo fronteggiando un attacco al nostro Paese». Sfidando la comunità internazionale, i mercati e le istituzioni finanziarie mondiali, Donald Trump firma i dazi al 25% sull'acciaio e al 10% sull'alluminio.

Ma, mentre 11 Paesi rispolverano il patto commerciale transpacifico (Tpp) in funzione anti-Usa, sceglie una soluzione «flessibile», riservandosi di aumentare o abbassare i dazi in qualsiasi momento e di esentare provvisoriamente alcuni Paesi. Per ora Canada e Messico, anche se solo in subordine ad una efficace rinegoziazione dell'accordo di libero commercio nordamericano Nafta.

Agli altri concede 15 giorni di tempo per trovare soluzioni alternative, esaminando i loro comportamenti non solo sul piano commerciale ma in parte anche su quello militare. L'obiettivo futuro è la «reciprocità di tassazione», avvisa il tycoon, che intanto invita le aziende straniere a produrre negli Usa.

«Saremo molto equi e molto flessibili», ha insistito Trump. «Abbiamo relazioni molto buone con l'Australia», ha detto facendo intravedere l'ipotesi di una sua esenzione dalle tariffe. «Faremo qualche cosa con altri Paesi», ha proseguito, mostrandosi però molto critico con Berlino, e non solo sul commercio: «Abbiamo amici e anche dei nemici che si sono approfittati enormemente di noi da anni su commercio e difesa. Se guardiamo la Nato, la Germania paga l'1% e noi paghiamo il 4,2% di un pil molto più importante. Questo non è giusto».

La Ue ha già pronte misure di ritorsione sino a 3,5 miliardi di dollari su un'ampia gamma di prodotti americani, realizzati in particolare nei "red state", per mettere in difficoltà Trump nelle elezioni di midterm. Ma Bruxelles spera ancora di trattare: «La Ue è uno stretto alleato degli Stati Uniti e continuiamo a essere del parere che debba essere esclusa da queste misure», ha twittato il Commissario europeo per il commercio, Cecilia Malmstrom.

Anche la Cina, vero bersaglio per il suo eccesso di produzione sovvenzionata di acciaio, è sul piede di guerra e minaccia «un'appropriata e necessaria risposta». «Scegliere la guerra commerciale è una soluzione sbagliata. Alla fine si danneggiano gli altri e se stessi», ha affermato il ministro degli Esteri Wang Yi.

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