Keystone
ARGENTINA
13.08.2017 - 20:560

Macri contro de Kirchner: la sfida è lanciata

Domenica elettorale dedicata alle primarie in Argentina. Non decisiva ma delicata in vista delle legislative parziali di ottobre

BUENOS AIRES - Domenica elettorale non decisiva, ma politicamente molto delicata in Argentina. Alle primarie in vista delle legislative parziali di ottobre, il duello chiave vede due modelli contrapposti, quello del presidente Mauricio Macri e quello invece del suo predecessore, la peronista Cristina Fernandez de Kirchner.

A rappresentare il capo dello Stato alle Paso (Primarie aperte, simultanee, obbligatorie) non è stato lui in prima persona ma i suoi uomini, i principali esponenti appunto del 'macrismo'.

Sul fronte di un peronismo in subbuglio dalla bruciante sconfitta alle presidenziali del 2015, tutti i riflettori sono puntati sulla candidatura della Kirchner, che aspira a diventare senatrice a Buenos Aires. Non è l'unica candidata dell'universo peronista, oggi diviso in tre tronconi: ma al centro dell'universo peronista c'è sempre comunque lei, la ex 'presidenta' Cristina.

Nello scontro di Buenos Aires, provincia chiave del paese su tutti i punti di vista (sociale, economico, elettorale), a impensierire Cristina non sono però i 'cugini' peronisti, ma il rappresentante 'macrista', Esteban Bullrich.

Ex ministro dell'educazione, Bullrich non ha fatto una buona campagna elettorale. Anzi, ha inciampato su diverse 'gaffe'. La 'Casa Rosada' ha quindi messo in campo l'attuale governatrice 'macista' di Buenos Aires, Maria Eugenia Vidal, oggi di gran lunga il politico con il maggior sostegno popolare del paese.

I 'raid' televisivi e sulle reti sociali della Vidal pare siano stati vincenti: qualche sondaggio dell'ultima ora dà Cristina avanti, qualche altro la mette in sostanziale pareggio con Bullrich, che però potrebbe anche aver recuperato il terreno perso nelle scorse settimane.

Il tallone di Achille di Macri rimane l'economia, soprattutto tra i settori più popolari. Il presidente ha cercato di convincere gli elettori che la situazione migliorerà quanto prima, senza nascondere che in effetti sperava di arrivare alle 'Paso' con dati più positivi su consumi, prezzi, occupazione e povertà. Ora bisognerà vedere se Macri riuscirà a far decollare su tutti questi fronti il paese entro le legislative in programma il 22 ottobre.

Cristina ha comunque dalla sua un dato a favore e uno contro. Conta su un nocciolo duro di fedelissimi molto alto (30-35%%), ai quali poco importano le tante accuse di corruzione piovute in questi mesi sulla lunga fase (12 anni) di peronismo al potere (prima il marito Nestor, poi lei). Il secondo è che al di sopra di tale percentuale gli spazi per crescere si riducono in modo sostanziale: gran parte dell'elettorale la vuole fuori dal potere per sempre.

Tra il voto di oggi, una sorta di 'mega-sondaggio' in vista delle legislative, e quello appunto di ottobre, gli argentini si pronunciano in altre parole se continuare a sostenere il modello 'pro-mercato' di Macri o fare un passo indietro e aprire di nuovo le porte al peronismo.

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