STATI UNITI
11.11.2015 - 22:180

Kerry sul clima: "Nessun accordo verrà firmato a Parigi"

Il segretario di stato americano esclude un accordo legalmente vincolante, ma promette significativi investimenti per sviluppare un'economia più pulita

NEW YORK - Alla conferenza sul clima di Parigi non aspettatevi un nuovo trattato internazionale. Un protocollo come quello di Kyoto che imponga ai Paesi firmatari un taglio delle emissioni inquinanti. Parola di John Kerry, segretario di stato americano, che in un'intervista al Financial Times esclude un accordo legalmente vincolante, ma promette "significativi investimenti" per sviluppare un'economia globale più pulita.

È dunque questa la posizione dell'amministrazione Obama, che teme un'intesa con obblighi stringenti che possa infine trasformarsi in un boomerang, diventando di fatto impossibile da far ratificare e rispettare ovunque. Anche negli stessi Stati Uniti, dove il testo di un nuovo trattato dovrebbe passare per un Congresso in mano ai repubblicani, ostile alle misure per combattere i cambiamenti climatici.

Il presidente americano è comunque pronto a partire per la capitale francese, dove dal 30 novembre all'11 dicembre si ritroveranno i delegati di ben 195 Paesi. Paesi che stanno lavorando al nuovo accordo globale sul clima che dovrà rimpiazzare proprio quel protocollo di Kyoto che si è dimostrato di fatto un fallimento.

Questo perché gli obiettivi vincolanti previsti sul taglio delle emissioni sono stati ampiamente disattesi. Con gli stessi Stati Uniti che firmarono ma non ratificarono un trattato a cui non aveva aderito la Cina, oggi il Paese che inquina di più la Terra.

L'intesa di Parigi invece dovrebbe essere votata da tutti, e questo è già un passo in avanti. Ma Kerry sottolinea come siano tante ancora le differenze tra gli Stati Uniti e altri Paesi, anche sulla quantità di risorse da stanziare per investire sempre più nelle fonti rinnovabili.

E uno dei contrasti più difficili da superare è quello con l'Europa, che da sempre chiede un nuovo testo internazionale che contenga misure legalmente vincolanti. "Per noi l'accordo di Parigi dovrebbe assumere la forma di un trattato o di un protocollo", ha continuato a ripetere nelle ultime ore Bruxelles. Kerry infine esorta a "superare la vecchia mentalità" portata avanti da quei Paesi che continuano a resistere al taglio delle emissioni, affermando che dovrebbero essere compensati di più per il loro status di economie emergenti. "Non siamo più nel 1992 o nel 1997", attacca il capo della diplomazia USA, "non siamo più ai tempi di Kyoto".

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