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ITALIA
24.02.2020 - 21:010

Coronavirus: possibile recessione e 2020 in rosso

Gli economisti di banche, istituzioni finanziarie e centri studi stanno lanciando l'allarme

Fonte Di Domenico Conti, Ansa
elaborata da Anna Ostini
Giornalista

ROMA - Il coronavirus fa risvegliare l'Italia con lo spettro di una recessione tecnica e la prospettiva di un 2020 che non sarà di crescita, ma di contrazione economica fino all'1%.

È l'impatto dell'esplosione del coronavirus che gli economisti di banche, istituzioni finanziarie, centri studi stanno mettendo nero su bianco, fra calcoli ancora provvisori perché i dati ancora ballano in attesa di una risposta alla domanda principale: le autorità riusciranno a circoscrivere le infezioni o la scala diverrà nazionale? Il caso italiano è un unicum in Europa, o l'Italia è il Paese che più degli altri sta andando a fondo con i controlli?

Ci vorranno giorni per saperlo. Le Borsa, a giudicare dal -6% raggiunto a Milano, si prepara al peggiore degli scenari. L'Europa fa lo stesso con un -4% nelle Piazze principali, e la paura di una pandemia contagia anche New York, con un -3%. In una nota, Citigroup stima un impatto forte sull'economia italiana in questo trimestre, anche se le misure d'emergenza dovessero fermarsi a questa settimana. Del resto «la probabilità che queste misure siano estese oltre la settimana è probabilmente abbastanza elevata, sulla base di quanto accaduto in Cina».

Se gran parte degli economisti ancora non si sbilancia, qualcuno ha già fatto qualche conto. Il colpo inferto al prodotto interno lordo (Pil) italiano dalle misure di contenimento alle economie di Lombardia e Veneto, due regioni che da sole fanno un terzo dell'economia, in una stima prudente è fra lo 0,5% e l'1% nel trimestre.

Dopo il -0,3% di Pil nel quarto trimestre 2019, «una recessione tecnica ci sarà decisamente», dice Lorenzo Codogno, capo economista e fondatore di Lc Macro Advisors, già in Bank of America e alto funzionario del Tesoro. Un calo in grado di «compromettere l'intero anno»: portando il Pil in calo fra lo 0,5 e l'1% nell'intero 2020. Un capo economista di una grande banca europea, senza farsi citare, ammette che «è assolutamente possibile» una recessione. Raffaella Tenconi, anch'essa a capo della ricerca economica presso Ada Economics, a Londra, giudica "plausibile" un -1% per l'economia italiana nel 2020 se la situazione dei contagi non si risolve rapidamente.

Numeri che cancellano la stima di un +0,6% fatta dal governo, come del resto già il ministro dell'economia Roberto Gualtieri aveva messo fra le ipotesi anche sulla base dei soli sviluppi globali del virus. L'Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) stimava la scorsa settimana un +0,2%, che potrebbe rivelarsi ottimistico data l'emergenza nazionale del coronavirus. Di certo, un calo del Pil nel 2020 minerebbe alle fondamenta i conti della legge di bilancio su cui poggiano misure come il taglio del cuneo fiscale e dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef).

Anche se l'emergenza darebbe all'Italia la possibilità di chiedere all'Ue la massima flessibilità. «Se non vediamo un rapido effetto a forma di V (calo del Pil e rapida ripresa) serve una decisione per agire in modo coordinato», ha detto il governatore di Bankitalia Ignazio Visco. Uno stimolo di bilancio a livello europeo, sempre che la Banca centrale europea (Bce) non sia costretta a rimettersi in gioco.

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