Keystone
AUSTRIA
19.09.2019 - 11:400
Aggiornamento : 12:13

L'Ocse lancia l'allarme sulla crescita mondiale

Secondo le nuove stime, dovrebbe rallentare al 2,9% nel 2019 e al 3% nel 2020, i livelli più bassi dalla crisi

VIENNA - Allarme dell'Ocse sulla crescita: secondo le nuove stime, la crescita mondiale dovrebbe rallentare al 2,9% nel 2019 (-0,3 punti sulle precedenti stime di maggio) e al 3% nel 2020 (-0,4 punti), i livelli più bassi dai tempi della crisi finanziaria.

Dati rivisti al ribasso anche per la zona euro, con una crescita all'1% nel 2019 (-0,1 punti rispetto a maggio) e all'1,1% nel 2020 (-0,4 punti rispetto a maggio). In particolare, il Pil della Germania è stato rivisto al ribasso allo 0,5% quest'anno e allo 0,6% il prossimo, quello della Francia è stato mantenuto all'1,3% nel 2019 e abbassato all'1,2% nel 2020 e quello dell'Italia è stato confermato allo 0% quest'anno e corretto allo 0,4% il prossimo. Da parte sua il Regno Unito crescerà solo dell'1,0% nel 2019 e dello 0,9% nel 2020.

Il Pil degli Stati Uniti è stato corretto al ribasso rispettivamente al 2,4 e al 2,0%, mentre quello del Giappone è stato rivisto al rialzo all'1,0% quest'anno è mantenuto allo 0,6% il prossimo. Abbassate anche le stime per la Cina (rispettivamente 6,1 e 5,7%).

Le prospettive economiche mondiali continuano ad oscurarsi": questo il messaggio lanciato dalla capoeconomista dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico Laurence Boone nel corso della conferenza stampa di presentazione a Parigi dell'"Interim Economic Outlook" che lancia un forte avvertimento sulla crescita debole all'orizzonte.

Per l'Ocse, "le tensioni commerciali e politiche alimentano i rischi di una crescita debole duratura". "I poteri pubblici - prosegue l'organismo - possono contrastare la forte crescita dei costi legati all'incertezza investendo maggiormente".

Commenti
 
fromrussiawith<3 3 sett fa su tio
perchè allarme?, questo fa bene al clima no? ogniqualvolta c'è una crisi economica c'è pure una maggior riduzione del CO2, speriamo continui per anni, fino al 2050 così gli obbiettivi dell'accordo di parigi non saranno più solamente una farsa
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