Keystone
UNIONE EUROPEA
10.09.2019 - 17:390

L'ultima spinta di Draghi: giovedì la Bce lancia un altro stimolo

Il presidente dell'istituto ha preannunciato un pacchetto di nuove misure prima della sua partenza

FRANCOFORTE - Mario Draghi prepara l'ultimo colpo di bazooka: giovedì, per il penultimo consiglio direttivo della Banca centrale europea (Bce) che presiederà prima di lasciare il 31 ottobre, il presidente dell'istituto ha preannunciato un pacchetto di nuove misure di stimolo economico che hanno fatto crollare i tassi dei bond, Italia inclusa.

I comitati tecnici dell'Eurotower limano gli ultimi dettagli, con aspettative degli investitori che si concentrano su un nuovo taglio dei tassi dal -0,4% al -0,5% o persino al -0,6%; una modifica della forward guidance, escludendo un rialzo dei tassi fino a quando l'inflazione non sarà solidamente al 2% (ad oggi tale impegno si limita a metà 2020); nuove misure per il sistema bancario; e infine un nuovo round di acquisti di bond, riaprendo il quantitative easing (Qe) con potenzialmente 30 miliardi al mese.

Una mossa che Draghi ha preparato con cura, preannunciandola al simposio della Bce di Sintra a giugno, definendone alcuni dettagli a fine luglio, e anticipando una decisione, appunto, questo giovedì.

Per gli investitori una simile svolta, a pochi mesi da quando la Bce aveva chiuso gli acquisti netti del "vecchio" Qe, ha innescato un'inversione di tendenza: con persino i rendimenti dei bond tedeschi trentennali scesi sotto zero, e i Btp italiani, rafforzati dalla formazione di un nuovo governo meno antieuropeo che dovrebbe evitare scontri clamorosi con Bruxelles sulla manovra, scesi sotto l'1% nella scadenza decennale, con uno spread sotto 150.

Tuttavia, come sintetizza Morgan Stanley, «il diavolo è nei dettagli dei pacchetto». E ci sarebbe persino il rischio che l'annuncio del nuovo round di acquisti di titoli (si parla persino di un superamento del limite del 33% delle emissioni acquistabili per ciascun paese, ipotesi osteggiata dalla Germania) possa slittare.

Non solo i governatori di Germania, Olanda, Austria ed Estonia, che siedono nel consiglio, e la consigliera esecutiva della Bce Sabine Lautenschläger hanno apertamente osteggiato un nuovo Qe. Ma perché anche alcuni membri più moderati, come il francese François Villeroy de Galhau, hanno espresso dubbi se sia il momento giusto: «È una questione da discutere», ha detto il governatore della Banca di Francia.

Se il taglio dei tassi sembra cosa fatta di fronte ad aspettative inflazionistiche che galleggiano all'1,2%, alla minaccia dei dazi e alle incertezze della Brexit, la formulazione della nuova forward guidance resta da definire, già alla cena che i governatori terranno domani sera a Francoforte. Sul tavolo ci sono anche misure per mitigare l'impatto sui margini delle banche dai tassi negativi, con un possibile "tiering" che escluderebbe da una simile penalizzazione una porzione dei depositi bancari, e un nuovo round di maxi-prestiti alle banche.

Ma è sul Qe che si concentrerà il confronto alla Bce: e gli equilibri che si definiranno nel grattacielo di Sonnemannstrasse potrebbero segnare gli inizi del mandato di Christine Lagarde, che promette continuità con la linea interventista di Draghi ma dovrà dimostrarsi un'altrettanto valida costruttrice di consenso fra i banchieri della Bce.

Commenti
 
interceptors 1 sett fa su tio
Anche a me questa europa mi da sempre stimoli...ora devo andare a espletare.
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