Keystone
UNIONE EUROPEA
04.09.2019 - 11:490
Aggiornamento : 12:36

Lagarde: «Non parlerò ai mercati, ma ai cittadini»

In audizione all'Europarlamento, la futura presidente della Bce ha inoltre sostenuto la politica «accomodante» dell'istituto

BRUXELLES - «Sono d'accordo con il consiglio della Bce: è giustificato proseguire una politica accomodante per lungo periodo per arrivare a un'inflazione sotto il 2% ma vicina all'obiettivo»: lo ha detto Christine Lagarde, prossima presidente della Banca centrale europea (Bce), nell'audizione al Parlamento Ue che dovrà votare oggi sulla sua nomina.

«Le sfide che giustificano l'attuale politica della Bce non sono sparite, l'economia dell'Eurozona affronta rischi nel breve termine collegati a fattori esterni, e l'inflazione resta persistentemente sotto l'obiettivo», ha proseguito l'ex ministra francese dell'economia.

«Sono convinta che ci servano sia regole di bilancio semplificate, sia uno strumento di bilancio della zona euro come complemento».

«Non parlerò ai mercati, ma ai cittadini» - «Non voglio parlare agli operatori del mercato, già conoscono benissimo il nostro linguaggio, voglio che siano le persone della zona euro a capire le politiche della Banca centrale europea (Bce), l'impatto, gli effetti negativi, le persone devono sapere cos'è la loro Banca centrale, che sta lavorando con il loro interesse al centro»: ha inoltre dichiarato Lagarde.

«Una delle mie priorità sarà rafforzare il ponte con le persone», ha aggiunto.

Rispondendo alle domande degli eurodeputati Lagarde ha ricordato che era presidente del Fondo monetario internazionale quando il suo predecessore alla Bce Mario Draghi disse: «We will do whatever it takes within our mandate, and I believe it will be enough» («Faremo tutto quanto è necessario nel quadro del nostro mandato e credo sarà sufficiente»): «Spero di non dover mai dire una cosa simile perché significherebbe che gli altri pnon stanno facendo quello che dovrebbero», ha detto Lagarde


 
 

Commenti
 
miba 1 mese fa su tio
Diffidare dalle parole e dalle promesse di quest'arpia e gran lecchina della grande finanza. L'Argentina ringrazia: proprio grazie a lei (ed a Macri), a capo del FMI, ha fatto in modo di far arrivare questo paese ad una crisi attuale impressionante!
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