Keystone (archivio)
L'obiettivo della riforma è «continuare ad adeguare sempre meglio le strutture e l'attività dell'Istituto alle esigenze dei tempi».
CITTÀ DEL VATICANO
10.08.2019 - 17:200

Francesco riforma lo IOR, arrivano i revisori esterni

Aumenta anche il numero dei membri del Consiglio di Sovrintendenza, che passa da 5 a 7

CITTÀ DEL VATICANO - Svolta allo Ior: arrivano i revisori esterni. Papa Francesco ha firmato un chirografo che rinnova lo Statuto dell'Istituto per le Opere di Religione che cancella i revisori interni e affida il controllo dei conti solo ad «un revisore esterno, persona fisica o società». Entra dunque nello Statuto una prassi di fatto seguita già da anni dall'Istituto.

«Allo scopo di continuare ad adeguare sempre meglio le strutture e l'attività dell'Istituto alle esigenze dei tempi - ha sottolineato Papa Francesco presentando le novità -, facendo ricorso, in particolare, alla collaborazione e alla responsabilità di laici cattolici competenti, desidero rinnovare, ad experimentum per due anni, gli Statuti dell'Istituto per le Opere di religione».

Riunioni del 'board', il Consiglio di Sovrintendenza, anche in teleconferenza, norme più stringenti per il personale che dovrà lavorare in esclusiva senza la possibilità di altri incarichi, e soprattutto un ruolo potenziato per il 'Prelato' che, una volta nominato dalla Commissione cardinalizia, «segue l'attività dell'Istituto, partecipa in qualità di segretario alle adunanze della Commissione stessa e assiste alle riunioni del Consiglio di Sovrintendenza». Il Prelato, in pratica l'uomo di fiducia dentro l'istituto, non sarà una figura rappresentativa ma avrà proprio un ufficio nel Torrione di Niccolò V e sarà colui che farà da rete tra gli amministratori e i dipendenti curandosi anche «di promuovere la dimensione etica del loro operato», come recita il nuovo Statuto.

Aumenta anche il numero dei membri del Consiglio di Sovrintendenza, che passa da 5 a 7.

Prelato della Ior è da giugno 2013, nominato da Papa Francesco tre mesi dopo la sua elezione al pontificato, monsignor Battista Ricca, suo fedelissimo. Per anni responsabile della struttura dove il pontefice vive, Casa Santa Marta. Il segnale sembra quello di un ritorno al Prelato economo di fiducia, più attento all'etica che ai dettagli finanziari, dopo la stagione dei manager esterni dai lunghi curricula che però in qualche caso sembrano avere deluso il Vaticano e lo stesso Papa.

Dalla riforma esce rafforzato anche il potere del direttore generale, che potrà avvalersi della collaborazione di un vice. Oggi dg è Gian Franco Mammì. Presidente attualmente è Jean-Baptiste Douville de Franssu. Cinque i manager, laici, che fanno parte del Consiglio di sovrintendenza. Da verificare se l'allagamento del Consiglio di sovrintendenza a sette vorrà dire anche nuove scelte complessive per l'amministrazione dell'istituto o una semplice integrazione.

«Il rinnovo degli Statuti dello Ior rappresenta un passo importante nel processo di adeguamento ai migliori standard internazionali ma anche e soprattutto di rinnovata fedeltà alla missione originaria dell'Istituto per le Opere di Religione», ha commentato Andrea Tornielli, direttore editoriale di Vatican News.

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