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STATI UNITI
09.08.2019 - 22:030

Uber in profondo rosso

Perdite per 5,24 miliardi di dollari per l'azienda

NEW YORK - Uber rallenta e archivia un secondo trimestre nero con perdite per 5,24 miliardi di dollari (5,17 miliardi di franchi), in quello che è il rosso più pesante della sua storia. Immediata la reazione a Wall Street, dove il titolo crolla arrivando a perdere fino al 9%. L'amministratore delegato Dara Khosrowshahi cerca di rassicurare, ma con le sue parole non riesce a frenare la caduta libera del corso dell'azione in Borsa.

«Il 2019 è stato l'anno picco per i nostri investimenti e riteniamo che nel 2020 e il 2021 le perdite caleranno», dice Khosrowshahi, assicurando che Uber punta a essere redditizia, e anche molto. L'amministratore delegato quindi spiega come sul maxirosso ha pesato lo sbarco in borsa che, pur avendo rappresentato un momento molto importante per Uber, è risultato costoso considerati anche i premi riconosciuti agli autisti nell'ambito della quotazione. I costi per l'ipo hanno «oscurato i dati positivi del trimestre» aggiunge, citando come esempio il raggiungimento di oltre 100 milioni di clienti mensili attivi per la prima volta.

«Stiamo diventando una parte sempre più integrante della vita nelle città del mondo», osserva. Fra le altre note positive c'è il completamento di 1,68 miliardi di corse, sopra gli 1,65 miliardi attesi dagli analisti. A questo si aggiunge come al netto del piano compensi in titoli, degli interessi e degli ammortamenti, le perdite sono risultate pari a 656 milioni di dollari, meglio dei 977 milioni attesi dal mercato. Ma soprattutto Uber Eats, una delle divisioni che ha registrato la migliore perfomance trimestrale: i ricavi sono infatti saliti del 72% a 595 milioni di dollari e i suoi utenti mensili attivi sono balzati del 140%. Un boom di cui Uber intende approfittare valutando altre opzioni per il suo servizio, inclusa la spesa a domicilio.

I tassi di crescita di Eats si contrappongono a quelli di Uber. Oltre a perdite record, legate ai 3,9 miliardi di dollari spesi per l'ipo, il secondo trimestre si è chiuso con ricavi in aumento del 14% a 3,17 miliardi di dollari: si tratta dell'aumento minore mai registrato che inchioda i ricavi sotto le attese del mercato che scommetteva su 3,3 miliardi di dollari. A pesare su Uber è la crescente concorrenza, soprattutto in America Latina, dove i ricavi sono calati del 24% rispetto all'anno scorso a 547 milioni di dollari.

Con il crollo dei titoli, Uber entra a far parte del club delle ipo tecnologiche più attese e che sono affondate in Borsa dopo i loro primi risultati trimestrali da società quotate. È toccato a Facebook, è toccato a Twitter e a Snap. E Uber non è stata da meno.

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