STATI UNITI
03.06.2019 - 11:190
Aggiornamento : 15:45

La guerra dei dazi con la Cina potrebbe portare la recessione negli Usa

Lo sostengono i colossi bancari di Wall Street che rivedono al ribasso le stime di crescita

NEW YORK - Le grandi banche di Wall Street avvertono gli investitori sui rischi crescenti di una recessione, nel caso in cui la guerra commerciale tra Usa e Cina dovesse inasprirsi.

Morgan Stanley, in un report citato da Bloomberg, prevede la possibilità di recessione globale entro 9 mesi nel caso in cui Donald Trump dovesse applicare una tariffa del 25% su altri 300 miliardi di dollari di import da Pechino. Il report arriva a distanza di un mese da quello con cui Jp Morgan ha alzato dal 25 al 40% la probabilità di una recessione negli Usa nella seconda metà del 2019.

A sua volta Goldman Sachs, ritenendo probabile che Trump imponga un dazio del 10% sulle restanti importazioni cinesi non ancora toccate e su quelle messicane, ha ridotto le sue stime di crescita degli Usa nel secondo semestre di circa un punto percentuale, al 2%, rivedendo al rialzo la probabilità di un taglio dei tassi da parte della Fed.
 
Pechino a i giovani cinesi: «Non andate a studiare negli States» - Il ministero dell'educazione cinese ha allertato studenti e accademici dai rischi legati allo studio negli Usa a causa della stretta sui visti da parte americana, accelerando la valutazione degli scenari e facendo i preparativi corrispondenti. Lo riportano i media ufficiali di Pechino, nel mezzo dell'aumento delle tensioni commerciali bilaterali.

La televisione statale Cctv, inoltre, ha anche citato lo stesso ministero secondo cui il rigetto dei visti da parte delle autorità degli Usa è in aumento.

Studenti e accademici cinesi hanno sperimentato da alcuni mesi, dall'inasprirsi della guerra commerciale, restrizioni o rinvii nel rilascio dei visti oppure la concessione di periodi più brevi rispetto alle richieste, secondo il ministero dell'Educazione.

Da gennaio a marzo, su oltre 1.350 applicazioni, il 13,5%, pari a 182 richiedenti, non è stato in grado di partire come pianificato, ha riportato la Cctv, fornendo i dati di Xu Yongji, vice responsabile del dipartimento competente al ministero negli scambi accademici con l'estero. Secondo Xu, il trend è in rialzo da oltre il 3% del 2018, secondo il China Scholarship Council.

Il mancato rilascio del visto ha "danneggiato la dignità" degli studenti cinesi, ma ha anche complicato la collaborazione tra accademici.

La Cina è la principale fonte di studenti internazionali nei campus americani: 360'000 unità, pari a un terzo del totale, capaci di erogare risorse all'economia Usa per 14 miliardi di dollari nel 2017, secondo quanto riferito lo scorso mese dall'agenzia Nuova Cina.

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