Keystone
ITALIA
30.01.2019 - 13:580

Giù la produzione di olio d'oliva, ma un quarto resta invenduto

«Se il prodotto "made in Italy" non viene venduto è ragionevole pensare che nelle bottiglie venga spacciato per italiano olio che in realtà non lo è»

ROMA - Cala di quasi il 60% la produzione di olio extra vergine nella campagna 2017-2018, ma il 25% resta invenduta. È il paradosso evidenziato da Italia Olivicola, che conferma come l'Italia sia al centro di una grande speculazione.

L'Italia è il primo importatore di olio di oliva al mondo, con 550mila tonnellate e ha consumi record di quasi 600mila tonnellate; primati che dovrebbero giustificare una veloce commercializzazione dell'olio italiano ma non è così.

Secondo i dati dell'Icqrf (Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressioni frodi), a fine settembre 100mila tonnellate di extravergine d'oliva italiano non era stato commercializzato; questo in un'annata dove, secondo le elaborazioni dell'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea), si sarebbe raggiunto il picco dei consumi interni delle ultime quattro campagne di commercializzazione. Per le produzioni certificate va ancora peggio: le giacenze di olio extra vergine Dop, Igp e biologico hanno addirittura superato il 100% del volume di produzione annuale.

«È assurdo che un quarto del prodotto made in Italy ottenuto rimanga in mano a olivicoltori e frantoiani in un'annata nella quale abbiamo importato 550mila tonnellate - afferma il presidente di Italia Olivicola, Gennaro Sicolo - se il prodotto italiano non viene venduto è ragionevole pensare che nelle bottiglie venga spacciato per italiano olio che in realtà non lo è».

Secondo il presidente, gli agricoltori si trovano costretti a svendere il prodotto di qualità a prezzi bassissimi, così come succede in Spagna e Tunisia. «Non si spiegherebbero i primi riscontri sugli scaffali con prodotti definiti "100% italiani" venduti a 2,99 euro al litro», conclude Sicolo, secondo il quale occorrono maggiori controlli, augurandosi un intervento concreto del governo, per evitare che frodi e contraffazioni nei confronti degli agricoltori e dei consumatori possano diventare la normalità.

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