Keystone
GIAPPONE
11.01.2019 - 07:210
Aggiornamento : 07:36

Nuova incriminazione per Carlos Ghosn

L'ex tycoon 64enne si trova in stato di fermo al centro di detenzione della capitale nipponica dal giorno del suo arresto, il 19 novembre

TOKYO - Il pubblico ministero di Tokyo ha formalizzato una seconda incriminazione nei confronti dell'ex presidente del gruppo Nissan-Renault-Mitsubishi Motors, Carlos Ghosn, con l'accusa di abuso di fiducia aggravata.

L'ex tycoon 64enne si trova in stato di fermo al centro di detenzione della capitale nipponica dal giorno del suo arresto, il 19 novembre.

La decisione degli investigatori arriva nell'ultimo giorno della carcerazione preventiva approvata dal tribunale, entro il quale il pubblico ministero doveva decidere se incriminarlo o concedere il rilascio.

Ghosn è sospettato di aver scaricato sulla società un trasferimento di circa 15 milioni di dollari effettuato su una succursale in Arabia Saudita, in cambio di garanzie di credito a fronte di perdite su investimenti personali.

Nissan avrebbe compiuto quattro pagamenti alla divisione collegata all'imprenditore saudita Khaled Al-Juffali, tra il 2009 e il 2012, mascherandole come servizi legati allo studio dell'ambiente, promozioni su vendite e altri articoli di spesa. E-mail dettagliate sui trasferimenti compiuti sarebbero in possesso degli inquirenti per avvalorare la tesi del pubblico ministero di pagamenti fittizi.

Ghosn era stato già incriminato lo scorso 10 dicembre con l'imputazione di aver sottostimato circa 80 milioni di dollari nel periodo tra il 2010 e il 2017. Il top manager ha contestato ogni accusa, proclamando la sua innocenza nella prima e unica apparizione pubblica, nel corso dell'udienza preliminare dello scorso martedì.

Nel frattempo, in un appello ai media, la moglie di Ghosn si è rivolta alle autorità giapponesi per ottenere informazioni sulla salute del marito, colpito da una forte influenza negli ultimi giorni. Dal suo arresto, in più di 50 giorni, a nessun familiare è stato concesso alcun contatto e durante gli interrogatori non è consentita la presenza del suo avvocato.

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