Keystone / AP
STATI UNITI
09.01.2019 - 08:510

L'economia mondiale rallenterà nel 2019

La crescita prevista è del 2,9% e «le tensioni commerciali restano elevate»

NEW YORK - L'economia mondiale rallenterà nel 2019, quando crescerà del 2,9% dopo il +3% del 2018. Lo afferma in un rapporto diffuso ieri la Banca Mondiale.

«Le tensioni commerciali restano elevate e alcune grandi economie emergenti hanno sperimentato sostanziali pressioni dai mercati finanziari» mette in evidenza l'istituto di Washington. «In Cina l'attività resta solida ma sta decelerando» osserva la Banca Mondiale, seconda la quale la crescita delle economie avanzate dovrebbe calare al 2%, mentre quelle in via di sviluppo dovrebbero segnare un +4,2%.

Dopo il +1,9% del 2018, è prevista una crescita dell'area Euro dell'1,6% nel 2019, ovvero 0,1 punti percentuali in meno rispetto alle stime di giugno. La previsione di un Pil in crescita dell'1,5% è invece confermata. Per gli Stati Uniti è previsto un Pil in aumento del 2,5% nel 2019 e dell'1,7% nel 2020 (-0,3% rispetto a gennaio). Per la Cina, dopo aver segnato un +6,5% nel 2018, è attesa una crescita del 6,2% sia per quest'anno che per il prossimo.

«Agli inizi del 2018 l'economia mondiale girava al massimo, ma nel corso dell'anno ha perso velocità e la strada potrebbe essere ancora più accidentata andando avanti» afferma l'amministratore delegato della Banca Mondiale, Kristalina Georgieva. «Con i venti contrari economici e finanziari che si intensificano per i paesi emergenti e in via di sviluppo, i progressi nel ridurre l'estrema povertà potrebbero essere a rischio» aggiunge Georgieva, esortando i paesi a investire per far sì che il momento positivo continui.

«Un possibile intensificarsi delle restrizioni commerciali resta una possibilità papabile. L'incertezza politica e i rischi geopolitici restano elevati e questo potrebbe avere un impatto negativo sulla fiducia e sugli investimenti - mette in evidenza la Banca Mondiale -. Anche se improbabile nel breve termine, se dovessero verificarsi simultaneamente una severa frenata americana e una decelerazione cinese più forte delle attese, questo potrebbe innescare un significativo rallentamento dell'attività a livello globale».

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