Keystone
STATI UNITI
26.11.2018 - 18:380

General Motors chiude sette impianti e taglia il 15% dei posti di lavoro

Colpite cinque fabbriche in Nord America e due fuori. Il sindacato: «Chiudono qui e si rafforzano in Messico»

NEW YORK - General Motors ridurrà la propria forza lavoro in nord America del 15%, tagliando di fatto 14.700 posti. General Motors potrebbe anche chiudere cinque impianti in Nord America entro la fine del prossimo anno. Lo riporta la stampa americana.

Quattro stabilimenti negli Stati Uniti e uno in Canada potrebbero essere chiusi alla fine del 2019 nel caso in cui non fosse raggiunto un accordo con i sindacati per allocare maggiore lavoro in questi impianti.

Produzione chiusa anche in due impianti fuori dal nord America - Il piano di riorganizzazione di General Motors prevede un possibile stop della produzione entro il 2019 anche in due impianti fuori dal Nord America. Lo afferma Gm in una nota.

«Oltre alla già annunciata chiusura dell'impianto di Gunsan, in Corea del Sud, Gm cesserà le operazioni in altri due impianti fuori dal Nord America entro la fine del 2019», mette in evidenza lil comunicato.

I due impianti internazionali si vanno così ad aggiungere ai cinque nel mirino in nord America - quattro negli Stati Uniti e uno in Canada - portando così il bilancio delle possibili chiusure a sette stabilimenti. L'obiettivo è risparmiare 6 miliardi di dollari in modo da posizionare Gmper far fronte a un rallentamento sul mercato interno e a una guerra commerciale.

Il sindacato attacca: «Si rafforzano in Messico» - Lo United Auto Workers, il sindacato dei metalmeccanici americano, dichiara guerra a General Motors e alla sua decisione di fermare la produzione in alcuni impianti negli Stati Uniti.

«La decisione spietata di Gm di ridurre o fermare le operazioni in impianti americani, aprendo o aumentando quella negli stabilimenti in Messico e in Cina, danneggia profondamente i lavoratori americani» afferma il vice presidente del Uaw, Terry Dittes. «Le decisioni di Gm, alla luce delle concessioni ottenute durante la crisi e il salvataggio con soldi pubblici, mettono i profitti prima della famiglie che lavorano».

 

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