Keystone
STATI UNITI
09.04.2018 - 13:030
Aggiornamento : 30.08.2018 - 09:04

Monta la protesta di Faceblock

Un gruppo di attivisti chiede agli utenti di smettere di usare l'11 aprile e per 24 ore Facebook e tutti i servizi connessi alla società

WASHINGTON - Alla vigilia delle audizioni di Mark Zuckerberg al Congresso Usa, prende piede l'iniziativa Faceblock. Un gruppo di attivisti chiede agli utenti di smettere di usare l'11 aprile e per 24 ore Facebook e tutti i servizi connessi alla società, come WhatsApp, Instagram e Messenger, per protestare contro il coinvolgimento della compagnia nello scandalo di Cambridge Analytica.

«Volevamo organizzare un'azione diretta per dare la possibilità agli utenti di dire che vogliono vedere miglioramenti in Facebook - ha spiegato al Guardian, Laura Ullman, portavoce della campagna Faceblock -. Abbiamo scelto il giorno in cui Zuckerberg testimonierà al Congresso Usa perché vogliamo non solo richiamare le responsabilità di Facebook nel gestire la piattaforma ma anche quelle del governo di regolare i monopoli e assicurarsi che le società proteggano i dati».

Gli utenti che vogliono partecipare alla protesta possono usare l'hashtag #faceblock, collegarsi al sito o alla pagina dell'evento (su Facebook e Twitter) e ovviamente non usare Facebook e i suoi servizi per un giorno.

Nelle scorse settimane, subito dopo l'esplosione dello scandalo Cambridge Analytica, molti utenti hanno aderito al movimento #DeleteFacebook, cancellando il proprio profilo dal social network. Tra le defezioni eccellenti il co-fondatore di WhatsApp Brian Acton, il patron di Tesla e Space X Elon Musk e Playboy, che ha cancellato le proprie pagine della piattaforma.

Da oggi Facebook avviserà gli utenti coinvolti nello scandalo - A partire da oggi Facebook avviserà gli utenti che sono stati interessati dallo scandalo Cambridge Analytica. Secondo i numeri rilasciati nei giorni scorsi dalla società nel mondo sono 87 milioni.

A partire dalla serata e gradualmente in tutti i paesi del mondo, le persone interessate riceveranno un "alert" che rimanderà a un testo di spiegazioni. Potranno anche capire quali dei loro dati sono stati potenzialmente condivisi.

Al di là di questo avviso rivolto solo agli utenti interessati dal caso Cambridge Analytica, sempre a partire da oggi la piattaforma invierà a tutti gli utenti un messaggio che rimanda alle impostazioni delle loro applicazioni. "Gli utenti saranno in grado di rimuovere le app che non vogliono più. Riteniamo che queste modifiche consentiranno di proteggere meglio le informazioni delle persone", ha spiegato nei giorni scorsi Mike Schroepfer, Chief Technology Officer di Facebook.

La sospensione di Cubeyou - Facebook ha sospeso dalla propria piattaforma Cubeyou, società basata a New York che analizza dati sui consumatori, mentre indaga sull'ipotesi che abbia raccolto informazioni sotto forma di ricerca accademica in collaborazione con l'università di Cambridge, in un caso che evoca lo scandalo di Cambridge Analytica.

«Se rifiutano o non superano il nostro controllo, le loro app saranno bandite da Facebook», ha detto alla Cnbc Ime Archibong, vicepresidente Fb per la partnership nei prodotti.

 

 


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