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MONDO
22.10.2017 - 14:310
Aggiornamento : 30.08.2018 - 09:06

Generazione Z, i figli dello smartphone

Preferiscono stare in chat piuttosto che parlare, passano tanto tempo sulle app e sono la nuova gallina dalle uova d'oro per le aziende

NEW YORK - Preferiscono stare in chat piuttosto che parlare, passano tanto tempo sulle app, dormono con lo smartphone. Sono le abitudini sotto gli occhi di tutti della Generazione Z, i nati tra il 1995 e il 2010, i più piccoli hanno la stessa età dell'iPad. Mettono in crisi i genitori ma sono la nuova gallina dalle uova d'oro per le aziende, poiché sono contenti di trovare i loro marchi preferiti sui social.

«Quello che abbiamo constatato è che lo smartphone è una estensione di loro stessi e che i social e le app, cioè la vita digitale, occupa più tempo delle loro relazioni offline», spiega Rurik Bradbury, manager di LivePerson che negli Stati Uniti ha condotto una ricerca sulla Generazione Z e su quella precedente, i Millenials.

In particolare, i giovanissimi nati tra il 1995 e il 2010, spiega l'indagine, «interagiscono più digitalmente che nella vita reale», tanto che sette su 10 preferiscono mandare messaggi di testo piuttosto che parlare. Il 62% dimentica più facilmente il portafoglio a casa dello smartphone, il 70% dorme con questo dispositivo a portata di mano. La stessa percentuale pensa che in futuro tutti gli acquisti si faranno online.

Riguardo i consumi - secondo un'altra indagine condotta da GlobalWebIndex in 35 paesi del mondo - questa fascia d'età dà ascolto ai 'consigli' dei personaggi famosi, 1 su quattro segue sui social i marchi che pensa di acquistare, ed è "contento di vedere i contenuti dei loro brand preferiti nel flusso di notizie".

Un particolare non da poco, che in futuro prossimo sdoganerà l'invasione sempre più massiccia della pubblicità su queste piattaforme. Sempre secondo la ricerca, questi ragazzi trascorrono il 20% del tempo in più rispetto alla media sulla tv online. Uno su 4 usa Netflix, percentuale che sale al 70% negli Stati Uniti. Il 'second-screening', cioè l'abitudine di smanettare su un altro dispositivo mentre si guarda la tv è praticato da tutti (9 su 10). Lo streaming è popolare anche per l'ascolto delle canzoni, con Spotify al top.

Il fenomeno ha punte più alte negli Stati Uniti, ma se ne parla pure da noi. Da pochi giorni sono partite le riprese di 'Succede', il film tratto dall'omonimo libro della YouTuber Sofia Viscardi, considerata un po' la portavoce della Generazione Z in Italia (ha oltre un milione e mezzo di follower).

Nella Penisola - ma l'osservazione dovrebbe valere anche per la Svizzera italiana - le caratteristiche di questa generazione sono confermate dai dati degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano. Il 72% dei ragazzi dai 15 ai 24 anni utilizza WhatsApp praticamente sempre, contro una media del 32% della popolazione totale. Sono sopra la media anche per l'uso di Internet e delle app, oltre la metà guarda programmi in streaming.

Infine, non contenti di monitorare i social dallo smartphone, il 24% li controlla anche dalla Smart Tv. E pensare, come ha calcolato la rivista Quartz in un recente articolo, che in un anno nello stesso tempo impiegato sui social media si potrebbero leggere 200 libri.

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