STATI UNITI
04.10.2016 - 18:210
Aggiornamento : 30.08.2018 - 09:04

Trump sull'orlo della rovina negli anni '80

«Erano tutti molto cupi», racconta un suo ex collaboratore

WASHINGTON - Il New York Times torna sul passato di Donald Trump e, in una sorta di 'seconda puntata' allo scoop con cui è stata rivelata la storia fiscale del tycoon che aspira alla presidenza degli Stati Uniti, analizza con l'ausilio di osservatori, 'testimoni' e documenti pubblici il percorso del Trump businessman, osservando come le sue mosse e decisioni lo portarono sull'orlo della rovina negli anni '80.

Il giornale parla di una «emorragia finanziaria» la cui ampiezza, sottolinea, è emersa in maniera chiara con la dichiarazione dei redditi del 1995 - resa pubblica dallo stesso quotidiano - in cui Trump denunciava una perdita pari quasi ad un miliardo di dollari. Si legge per esempio che «entro il 1990 Trump aveva accumulato debiti per 3,4 miliardi di dollari», al contempo aveva acquistato uno yacht per 29 milioni di dollari, il Plaza Hotel a Manhattan per 407 milioni di dollari e una compagnia aerea in difficoltà per 365 milioni di dollari.

Il 'testimone' per raccontare che il New York Times ha interpellato per raccontare la realtà alla Trump Organisation in quegli anni è Abraham Wallach, assunto da Trump nel 1990 in un ruolo dirigenziale e che ha lasciato la società nel 2001. Di quei tempi ricorda: «Erano tutti molto cupi. Era come essere saliti sul Titanic un momento prima che le donne e i bambini venissero messi sulle scialuppe di salvataggio».


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