LONDRA
17.02.2012 - 13:140
Aggiornamento : 23.11.2014 - 00:07

Gb disse agli Usa, Charlie Chaplin non è comunista

LONDRA - Charlie Chaplin non era comunista: dai nuovi dossier desecretati dell'MI5 risulta che il controspionaggio britannico difese l'attore perseguitato dagli Usa durante la 'caccia alle streghè negli anni del maccartismo.

Nonostante l'amicizia di Charlot con una spia sovietica, il cineasta Ivor Montagu (nome in codice Intellighentsia), il governo britannico non sospettò l'attore di simpatie per il Cremlino. I files, conservati ai National Archive, dimostrano che l'Fbi più di una volta contattò i colleghi di oltremanica sull'argomento. Ma anche l'unico elemento ottenuto dall'MI5 su un potenziale contatto tra Chaplin e la spia, un telegramma in cui Montagu scrive di poter tornare in tempo da Pechino per incontrarlo, non fu mai messo a disposizione degli americani.

L'MI5 non trovò neanche prove per suffragare la tesi dell'Fbi che il vero nome del padre del cinema moderno fosse Israel Thornstein. Nel frattempo però il controspionaggio di Sua Maestà fu costretto ad ammettere l'impossibilità di trovare per l'attore un certificato di nascita: assenza che indusse qualche agente a ipotizzare una nascita all'estero, forse in Francia vicino a Fontainbleau, anche se ulteriori ricerche all'anagrafe francese restarono senza esito.

Nuove prove emerse l'anno scorso lasciano pensare che Chaplin sia nato in un carrozzone di zingari vicino a Birmingham.



ATS
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