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COREA DEL SUD
20.02.2020 - 19:260

Coronavirus: allarme in Corea del Sud

I contagi accertati sono a quota 104 e si registra il primo morto

SEUL - Esplode l'allarme coronavirus in Corea del Sud. In serata, il premier Chung Sye-kyun ha avuto una riunione d'emergenza per definire le misure da annunciare domani per il contenimento del contagio che oggi ha portato a raddoppiare i casi accertati a quota 104 e a registrare il primo morto.

È stata discussa l'ipotesi di alzare l'allerta al massimo livello dall'attuale secondo più grave (arancione) insieme a iniziative per mettere in sicurezza Daegu, la quarta città del Paese che con i suoi 2,5 milioni di abitanti vuole evitare di diventare un focolaio. Il sindaco Kwon Young-jin ha chiesto ai concittadini di non uscire a causa di «una crisi senza precedenti».

Il super diffusore - Seul è stata finora al riparo dall'epidemia partita da Wuhan, in Cina, fino a quando le autorità sanitarie non hanno tracciato la 'paziente 31', identificata come un super diffusore avendo contagiato decine di persone, venendo in contatto con centinaia.

Si tratta di una donna di 61 anni che fa parte di un gruppo religioso cristiano partecipando attivamente alle funzioni nella Chiesa di Gesù Shincheonji, culto fondato nel 1984 dal pastore Lee Man-hee, venerato come un messia. C'è il sospetto che il primo morto, un uomo di 63 anni deceduto mercoledì mattina per una polmonite (confermata nel Covid-19) in un ospedale nella vicina città di Cheongdo, sia venuto a diretto contatto con la donna.

Il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha detto di ritenere che i numeri finora riportati in Corea del Sud siano «veramente gestibili», auspicando che le autorità locali portino la situazione sotto controllo con l'epidemia «al suo primissimo stadio», ha aggiunto in una briefing con i media.

Mentre il presidente Moon Jae-in ha avuto un colloquio telefonico con la controparte cinese Xi Jinping «per rafforzare la cooperazione nella lotta al nuovo coronavirus», concordando sulla condivisione della «esperienze cliniche nei rispettivi Paesi», ha riferito il portavoce dell'Ufficio presidenziale di Seul, Kang Min-seok.

Intanto, la SK hynix, azienda sudcoreana numero due al mondo per le schede di memoria, ha disposto l'auto-quarantena per circa 800 dipendenti del suo quartier generale, Incheon Campus, distante 70 km da Seul: la misura è stata presa dopo il caso sospetto di un neo-assunto entrato in contatto con un contagio accertato di coronavirus a Daegu.

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