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ISRAELETensione a Gerusalemme: tre attacchi in un giorno

06.02.20 - 20:33
La risposta palestinese al piano di Trump si sta facendo sentire. Colpiti militari israeliani nella capitale
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ISRAELE
06.02.20 - 20:33
Tensione a Gerusalemme: tre attacchi in un giorno
La risposta palestinese al piano di Trump si sta facendo sentire. Colpiti militari israeliani nella capitale

GERUSALEMME - Alta tensione a Gerusalemme e in Cisgiordania con tre attentati oggi a forze di sicurezza israeliane e due palestinesi rimasti uccisi, tra cui uno degli autori degli attacchi.

A breve distanza di tempo dalla presentazione del Piano di Pace del presidente Trump, la situazione sul campo è tornata ad infiammarsi nei Territori e si somma al continuo lancio di razzi o colpi di mortaio, da giorni, da Gaza verso le comunità israeliane attorno alla Striscia.

Una realtà che secondo analisti potrebbe peggiorare ulteriormente nei prossimi giorni, tanto che l'esercito israeliano ha inviato ulteriori rinforzi in Cisgiordania. Sia l'Autorità nazionale palestinese (Anp) di Abu Mazen sia Hamas hanno attribuito il picco di violenze all"Accordo del secolo" del presidente Usa. «Gli attacchi non vi aiuteranno», ha ribattuto, rivolto ad Abu Mazen, il premier Benjamin Netanyahu.

Il primo attentato è avvenuto la notte scorsa nel centro di Gerusalemme dove un palestinese della parte est della città - identificato dai media in Khaled al-Tourman (24 anni) - ha lanciato, secondo l'esercito, la sua auto contro un gruppo di soldati della Brigata Golani falciandone 12, di cui uno in modo grave. L'uomo - dopo una caccia durata tutto il giorno - è stato arrestato nel tardo pomeriggio in Cisgiordania.

Il secondo attacco è scattato nella Città Vecchia nei pressi della Spianata delle Moschee (il Monte del Tempio per gli ebrei): un arabo israeliano di Haifa, Shadi Bana (45 anni), ha sparato contro degli agenti in servizio ferendone uno in modo leggero. Subito dopo è stato ucciso dalla reazione degli altri poliziotti. La polizia ha fermato i suoi fratelli: Bana - hanno raccontato i media - da cristiano si era convertito all'Islam. Il terzo attentato è avvenuto nei pressi dell'insediamento ebraico di Dolev in Cisgiordania dove un ignoto attentatore, poi fuggito, ha sparato contro un soldato ferendolo leggermente.

Ma la giornata è stata scandita anche dalla morte questa mattina in ospedale dell'agente di polizia palestinese Tariq Badwan (25 anni) che ieri notte era stato ferito nell'ambito degli scontri con l'esercito israeliano avvenuti a Jenin, sempre in Cisgiordania. L'agente - ha denunciato l'Anp - è stato colpito «dalle forze di occupazione, quando si trovava all'interno del Quartier generale della polizia». In quegli stessi incidenti - avvenuti quando l'esercito israeliano ha cominciato a demolire la casa di palestinese autore mesi fa di un attentato mortale ad un rabbino - era stato ucciso in precedenza anche il manifestante palestinese Yazan Munther Abu Tabikh (19 anni). In scontri a Betlemme è stato poi ferito anche un fotoreporter palestinese della Reuters.

Hamas da Gaza ha definito l'attacco a Gerusalemme «una risposta» al Piano di Pace di Trump. «L'operazione della resistenza a Gerusalemme occupata - ha detto il portavoce Hazem Qassem - è una risposta tangibile del nostro popolo al piano di distruzione di Trump». Anche il portavoce di Abu Mazen, Nabil Abu Rudeina ha denunciato il Piano Trump: ha creato «un'atmosfera per l'escalation e la tensione cercando di imporre fatti falsi sul campo» per i quali, ha continuato, «abbiamo messo ripetutamente in guardia ed avvisato che ogni accordo che non tiene conto dei diritti del popolo palestinese e non conduce ad una giusta e comprensiva pace porterà inevitabilmente alla escalation di cui siamo testimoni oggi».

Il premier Netanyahu ha risposto che «nulla» aiuterà i palestinesi: «Né le coltellate né gli attacchi compiuti con le auto né le sparatorie o l'istigazione». Poi, rivolto al presidente palestinese, ha aggiunto: «Abu Mazen faremo tutto ciò che è necessario per proteggere noi stessi, definire i nostri confini e assicurare il nostro futuro. Lo faremo con o senza te».

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