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Al principe Andrea viene chiesto di chiarire i suoi rapporti di frequentazione con il miliardario morto in carcere.
STATI UNITI / REGNO UNITO
28.01.2020 - 11:320

Caso Epstein, perché il principe Andrea «non parla» con l'Fbi?

Gli inquirenti americani rinfacciano al terzogenito della regina di non aver offerto alcuna collaborazione nell'ambito dell'indagine

di Redazione
ats ans

NEW YORK - Nuovo attacco al principe Andrea, terzogenito della regina Elisabetta, sulla vicenda dei suoi rapporti di frequentazione con Jeffrey Epstein: il miliardario americano morto in carcere dopo essere stato accusato di aver schiavizzato per anni una corte di ragazze giovani e giovanissimi, messe in parte a disposizione anche di amici ricchi e potenti.

Chiamato in causa ieri dagli inquirenti Usa della procura del distretto sud di New York, che gli rinfacciano di aver offerto «zero cooperazione» alle indagini e di essersi negato alle richieste d'interrogatorio, il duca di York è tornato sotto tiro di legali di presunte vittime di Epstein.

«Andrea ha il dovere morale di farsi interrogare», ha detto in particolare alla Bbc l'avvocato Gloria Allred, «avrebbe dovuto decidersi a collaborare da molto tempo». «Se non ha fatto nulla di sbagliato, come sembra sostenere, allora perché non parla» con procuratori ed Fbi?, si è chiesta polemicamente la legale.

«Dovrebbe sentirsi obbligato a farlo - ha incalzato - o, se no, spiegare il perché» del suo rifiuto.

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