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I soccorritori sul posto
TURCHIA
25.01.2020 - 19:250
Aggiornamento : 22:23

Un migliaio di feriti e 29 morti

Sale il bilancio delle vittime del terremoto nell'est della Turchia

di Redazione
ATS

ISTANBUL - A più di ventiquattr'ore dal sisma che ha colpito l'est della Turchia, i soccorritori continuano a scavare tra le macerie in cerca di sopravvissuti.

Interi edifici sono venuti giù in pochi istanti dopo la violenta scossa di magnitudo 6.8 che ieri sera ha colpito la provincia di Elazig, nell'Anatolia orientale.

Le vittime accertate sono al momento 29, i feriti circa 1.243. Una decina di persone sarebbero ancora in vita sotto le macerie. Per i soccorritori è una corsa contro il tempo.

L'epicentro del terremoto è stato a Sivrice, piccolo villaggio a vocazione turistica sulle sponde del lago di Hazar, sorgente del fiume Tigri. Ma il sisma è stato avvertito a centinaia di chilometri di distanza, provocando morte e distruzione anche nella vicina provincia di Malatya, dove si registrano 4 delle vittime. La zona, ad alto rischio sismico, è prevalentemente dedicata all'agricoltura e all'allevamento e poco densamente popolata.

Sul luogo del disastro si è recato oggi il presidente Recep Tayyip Erdogan, che ha partecipato ai funerali di alcune vittime. «Abbiamo già vissuto numerosi terremoti, ma con la pazienza il nostro popolo è sempre riuscito a superare queste prove», ha detto il leader di Ankara.

Sono decine gli edifici gravemente danneggiati. La protezione civile turca (Afad) ha inviato gli abitanti a non farvi ritorno finché non saranno effettuati i necessari controlli sul loro stato.

Ma a Elazig è ancora il momento dell'emergenza. I soccorsi avvengono con le rigide temperature dell'inverno anatolico, che durante la notte scendono di diversi gradi sotto lo zero. Scuole, biblioteche e palestre sono state destinate all'accoglienza delle migliaia di sfollati.

In queste ore drammatiche non mancano neppure le polemiche. La procura di Ankara ha annunciato l'apertura di un'inchiesta nei confronti di diversi utenti dei social media che dopo il terremoto hanno accusato le autorità di scarsa prevenzione e mancato rispetto delle normative antisismiche.

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