Keystone, archivio
ITALIA
15.12.2019 - 19:090
Aggiornamento : 21:39

Le valanghe fanno tre morti

Tre distinti incidenti hanno avuto esito letale sulle Alpi italiane: in Sudtirolo, Valle d'Aosta e Piemonte

di Redazione
ats ans

AOSTA / BOLZANO - Una guida turistica di 62 anni, una donna originaria di Brunico e residente a Bolzano, è morta dopo essere stata travolta da una valanga e precipitata in un crepaccio roccioso sull'Alpe di Siusi.

L'incidente è avvenuto verso le tredici, quando la donna stava effettuando un'escursione non impegnativa con le racchette da neve sopra gli impianti di risalita dell'Alpe di Siusi. Camminava assieme a un'amica che procedeva con gli sci e le pelli da foca. Quando stavano attraversando un canalone si è staccata la valanga che ha travolto l'escursionista, mentre la compagna di escursione è stata solo sfiorata.

È stata quest'ultima a lanciare l'allarme e iniziare a scavare nella neve con le mani nude in un punto dove sfiorava un bastoncino. Il soccorso alpino, giunto in elicottero, ha individuato e liberato la vittima dalla neve dopo nemmeno mezz'ora dalla caduta, ma ormai la donna non respirava più. L'amica ha subito un forte shock ed è stata accompagnata a valle dal soccorso Alpino.

Una seconda vittima - Una guida alpina valdostana di 49 anni è morta dopo essere stata travolta da una valanga nella Valtournenche, in Valle d'Aosta. L'incidente si è verificato nella zona di punta Fontana Fredda, a circa 2300 metri di quota, sopra la frazione Cheneil. La vittima, che stava facendo scialpinismo, faceva parte del Soccorso alpino della guardia di finanza di Cervinia.

Deceduto anche uno snowboarder - In Piemonte, dove il rischio valanghe era classificato tra il medio e il forte, uno snowboarder di 32 anni è stato travolto da una slavina nei pressi del passo della Civera, a 2800 metri sopra Alagna Valsesia (Vercelli). Faceva parte di un gruppo di quattro scialpinisti: due, coinvolti solo in parte, sono usciti da soli dalla neve, mentre un terzo è sceso a valle alla ricerca del segnale telefonico.

L'allarme è scattato poco prima delle 13; sul posto l'elicottero del 118, con un tecnico e l'unità cinofila del soccorso alpino. Lo snowboarder, di Pray in provincia di Biella, è stato trovato dopo una cinquantina di minuti, a sessanta centimetri di profondità. Trasportato all'ospedale di Borgosesia, è morto poco dopo per il grave stato di ipotermia.

 

 


 
 

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