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GIAPPONE
12.10.2019 - 15:140
Aggiornamento : 18:58

Tifone Hagibis, allerta di evacuazione per 7 milioni di abitanti

Le autorità confermano che un uomo è stato travolto da una slavina a Tomioka-shi, nella prefettura di Gunma, nel Giappone centrale. Almeno tre persone risultano disperse

TOKYO - Con l'arrivo del super tifone Hagibis le autorità giapponesi hanno chiesto a sette milioni di persone di allontanarsi dalle loro abitazioni per il pericolo di ondate, alluvioni e frane. Lo si legge sulla Bbc. Sale intanto a due il bilancio delle vittime.

Le autorità confermano che un uomo è stato travolto da una slavina a Tomioka-shi, nella prefettura di Gunma, nel Giappone centrale. Almeno tre persone risultano disperse.

Il tifone Hagibis è il più devastante da inizio anno. Preoccupa il livello delle acque dopo le piogge torrenziali, fino a 1.000 mm nella regione del Tokai, che hanno costretto le autorità a diffondere l'avviso di evacuazione.

Una scossa di magnitudo 5,7 ha intanto colpito la prefettura giapponese di Chiba, che include la periferia orientale di Tokyo e la penisola rurale di Boso, nella regione di Kanto. Lo riferisce l'agenzia di meteorologia del Giappone. Nessuna altra informazione è disponibile al momento.

La più grande tempesta sul pianeta - È attualmente la più grande tempesta in corso sul pianeta il tifone Hagibis, che si è abbattuto sulle coste del Giappone con violente raffiche di vento di oltre 90 chilometri orari, piogge intense e onde molto alte.

Le immagini dei satelliti mostrano che il tifone ha raggiunto in pieno le aree centrali e settentrionali del Giappone. In quelle nord-occidentali il livello di rischio è maggiore, secondo le mappe pubblicate dall'Ente meteorologico del Giappone, la Japan Meteological Agency (Jma).

Etichettato solo pochi giorni fa come un «super-tifone» dall'Agenzia degli Stati Uniti per l'Atmosfera e gli Oceani (Noaa), Hagibis aveva guadagnato potenza in modo incredibilmente rapido, per poi ridimensionarsi. Il meccanismo all'origine del fenomeno è analogo a quello che genera uragani e cicloni. «I tifoni che si formano nell'oceano Pacifico settentrionale, come Hagibis, sono fenomeni meteorologici analoghi agli uragani dell'Atlantico e ai cicloni del Pacifico meridionale e dell'Oceano Indiano», spiega il fisico italiano Massimiliano Pasqui, del Consiglio Nazionale della Ricerche (Cnr).

«In tutti gli oceani - aggiunge - a innescare questi fenomeni sono perturbazioni che si formano sui mari caldi della fascia tropicale, con un'evoluzione particolarmente veloce che li trasforma in vortici dalle correnti particolarmente intense». Queste strutture acquistano progressivamente potenza ed energia dall'umidità dell'oceano fino a diventare le strutture capaci di generare le precipitazioni più intense del pianeta.
 
 

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