Keystone
SIRIA
10.10.2019 - 09:550
Aggiornamento : 11:59

Forze turche sfondano il fronte Tall Abyad. Raid nel nord

Chiuse le scuole. Ex sindaco di Kobane: «Si rischia il ritorno dell'Isis». La Turchia apre un'inchiesta per la "propaganda del terrore". Stoltenberg domani in Turchia, vedrà Erdogan

DAMASCO - Le forze militari turche e le milizie arabo-siriane filo-Ankara sono riuscite a sfondare le resistenze delle forze curdo-siriane a est dell'Eufrate, nelle località di Bir Ashiq, Hawi, Kassas, nel distretto frontaliero di Tall Abyad. Lo riferiscono media del nord della Siria in contatto con fonti sulla linea del fronte.

Continuano i raid aerei - Dopo aver avviato ieri la sua offensiva contro le milizie curde YPG nel nord-est della Siria, la Turchia sta proseguendo anche i raid aerei che conduce con cadenza quasi quotidiana sul vicino nord Iraq.

La Difesa di Ankara ha reso noto stamani che nuovi bombardamenti hanno preso di mira obiettivi del PKK curdo nelle montagne delle regioni di Zap e Gara, "neutralizzando" (cioè uccidendo, ferendo o catturando) almeno 3 "terroristi".

Gli attacchi nel nord mirano peraltro a contrastare eventuali soccorsi di militanti curdi verso la zona di conflitto in Siria.

«L'offensiva prosegue secondo i piani» - «L'operazione militare della Turchia contro le milizie curde nel nord-est della Siria prosegue con successo secondo i piani». Lo scrive in una nota il ministero della Difesa di Ankara, secondo cui «gli obiettivi prestabiliti sono stati conquistati» e l'offensiva è proseguita la scorsa «notte per via aerea e terrestre».

Chiudono le scuole - Scuole chiuse per almeno due giorni nelle località frontaliere turche di Akcakale, Ceylanpinar e Suruc, di fronte rispettivamente a quelle siriane di Tal Abyad, Ras al Ayn e Kobane, dopo che Ankara ha avviato ieri la sua operazione militare nel nord-est della Siria contro i curdi.

Altri edifici scolastici sono stati chiusi in ulteriori punti considerati a rischio del confine. La prefettura di Sanliurfa, la provincia sudorientale turca entro i cui confini rientra la zona da cui è partito l'attacco, ha inoltre stabilito restrizioni ai movimenti di civili, indicando alcune aree come "zone di sicurezza" sotto il controllo dell'esercito.

La Turchia apre un'inchiesta per la "propaganda del terrore" - A meno di 24 ore dall'inizio dell'operazione militare contro le milizie curde nel nord-est della Siria, è scattata in Turchia la repressione interna contro i commenti ostili all'offensiva.

La procura della capitale Ankara ha aperto stamani un'inchiesta per "propaganda terroristica" nei confronti dei co-leader del partito filo-curdo HDP, terza forza nel Parlamento turco, i deputati Sezai Temelli e Pervin Buldan. Almeno altre 78 persone sono indagate per i loro post sui social media.

La stretta riguarda anche i media. Il quotidiano di sinistra Birgun ha denunciato che il suo caporedattore web, Hakan Demir, è stato arrestato stamani dalla polizia nella sua abitazione per la copertura dell'operazione militare da parte del suo giornale.

Le accuse di "propaganda terroristica" sono frequenti in Turchia, specie in relazione alle attività dell'esercito e in caso di attentati terroristici.

Ex sindaco Kobane, si rischia il ritorno dell'Isis - In Siria, «senza il sostegno dell'Europa e degli Stati Uniti c'è il rischio concreto che l'Isis si riorganizzi». Lo afferma Anwar Muslem, l'ex sindaco di Kobane, la città curda che per prima ha sconfitto l'Isis in Siria, in un'intervista a Repubblica.

I bombardamenti turchi «stanno colpendo l'area tra Ras al Ain e Tal Abyad: civili che vivevano in pace ora hanno il terrore che le milizie estremiste che il governo turco ha fatto arrivare da Idlib e Afrin compiano massacri come è avvenuto ad Afrin», spiega Muslem.

In questo momento, la priorità «è difendere il confine nord, ma abbiamo in custodia 12'000 miliziani Isis, 2000 sono stranieri, e circa 70'000 loro familiari - continua Muslem - Siamo molto preoccupati di non riuscire più a contenerli e questo rappresenterebbe un pericolo enorme per la Siria e per il mondo intero. Due giorni fa a Raqqa ci sono stati due attacchi suicidi dell'Isis. Temiamo che lo stesso possa avvenire a Deir ez Zor, che possano attaccare i luoghi di detenzione».

«Il leader dell'Isis, Al Baghdadi, è ancora libero e questo fa credere che l'Isis possa riorganizzarsi», avverte Muslem. E spiega che le SDF e le forze della coalizione «compivano giornalmente operazioni di polizia per smantellare le cellule dormienti sparse in tutta la Siria. Ora che siamo impegnati contro l'invasione turca non abbiamo più possibilità di compiere queste operazioni».

Stoltenberg domani in Turchia, vedrà Erdogan - Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg sarà domani in Turchia per una visita ufficiale, programmata prima dell'avvio ieri dell'operazione militare di Ankara contro le milizie curde nel nord-est della Siria.

Lo riferisce il ministero degli Esteri di Ankara, secondo cui Stoltenberg sarà "ricevuto" dal presidente Recep Tayyip Erdogan e avrà un "incontro bilaterale" con il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu per "uno scambio di punti di vista su diverse questioni nell'agenda della Nato".

La Turchia ha bombardato la prigione dell'Isis - La Turchia ha bombardato la scorsa notte una prigione in cui sono detenuti miliziani dell'Isis "di oltre 60 Paesi" durante i suoi attacchi nel nord-est della Siria. Lo denunciano le Forze democratiche siriane (SDF) a guida curda, secondo cui si tratta di "un chiaro tentativo" di favorire la fuga dei jihadisti.

Nuovi raid aerei e d'artiglieria turchi su Tal Abyad - Proseguono i bombardamenti dell'artiglieria e dell'aviazione turca contro obiettivi curdi nel nord-est della Siria. Lo riferiscono le tv locali, mostrando tra l'altro immagini del fumo che si leva in questi minuti dalla zona di Tal Abyad, di fronte alla località frontaliera turca di Akcakale.

Altri raid si segnalano sull'area di Ras al Ayn, l'altro punto d'accesso dell'offensiva di Ankara, distante circa 120 km da Tal Abyad.

Turchia: «Non abbiamo colpito civili» - «Nella pianificazione ed esecuzione dell'operazione Fonte di Pace vengono presi di mira solo rifugi, ripari, postazioni, armi, mezzi ed equipaggiamenti che appartengono a terroristi del PKK/PYD-YPG e di DAESH (ISIS)». Lo scrive in una nota il ministero della Difesa di Ankara, respingendo così le denunce delle Forze democratiche siriane a guida curda di aver colpito "civili", uccidendone almeno 8.

Curdi: «Respinto un nuovo attacco di terra turco» - Le Forze democratiche siriane (SDF) a guida curda hanno affermato di aver di nuovo respinto un "tentativo di incursione terrestre" dell'esercito turco a Ras al Ayn, dopo aver sostenuto lo stesso ieri sera rispetto a un'incursione a Tal Abyad, circa 120 km più a ovest.

Si tratta dei due punti d'accesso delle forze armate di Ankara e delle milizie arabe locali cooptate dalla Turchia per l'offensiva lanciata ieri nel nord-est della Siria. Secondo la nota delle SDF, l'attacco è stato fermato "sull'asse di Tal Halaf e Haluk", di fronte alla postazione frontaliera turca di Ceylanpinar.
 

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