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12.09.2019 - 06:070
Aggiornamento : 07:13

Condanna all’ergastolo per femminicidio, c’è anche lo stalking

La madre della vittima: «Non mi ridarà Sara, ma aiuterà altre donne»

ROMA - È stato condannato all’ergastolo l’uomo che il 29 maggio del 2016 aveva ucciso l’ex fidanzata. L’aveva tramortita, strangolata e data alle fiamme nel quartiere della Magliana. In secondo grado lo stalking è stato riconosciuto come reato autonomo rispetto all’omicidio.

La madre della vittima, Sara Di Pietrantonio, che all’epoca aveva 22 anni, è soddisfatta: «Sara non me la riporta più nessuno, nemmeno dieci ergastoli - ha commentato -. Ma spero che tutto questo dolore e questa fatica possano servire per altre ragazze e quelle donne che si trovano in questa difficile situazione di stalking psicologico. La corte, riconoscendo lo stalking come reato autonomo rispetto all'omicidio e punendolo in presenza di una violenza invisibile, ha deciso oggi un qualcosa di storicamente significativo per chi si trova a vivere quello che ha vissuto Sara».

L'assassino, ex guardia giurata, era stato condannato in primo grado all’ergastolo. In appello la pena era stata ridotta a 30 anni, ritendendo il reato di stalking assorbito a quello di omicidio. La sentenza di ieri della Corte d’Assise d’appello ha aumentato la pena all’omicida.

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