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A inizio settimana il 41enne si sarebbe recato in un parcheggio per biciclette adiacente al luogo dell'incidente, con contenitori pieni di carburante.
GIAPPONE
20.07.2019 - 15:010

Kyoto, il sospetto notato nella zona prima del rogo

Il 41enne è in attesa di essere interrogato. Nell'incendio di giovedì hanno perso la vita 34 persone

KYOTO - L'uomo sospettato di essere il colpevole del rogo di giovedì a Kyoto, in Giappone, nel quale hanno perso la vita 34 persone, era stato notato nella zona da diversi passanti prima dell'incidente. Il sospetto, un 41enne, si trova adesso piantonato all'ospedale di Osaka con diverse ustioni al corpo in attesa di essere interrogato dalla polizia.

In base alla ricostruzione degli inquirenti, giovedì mattina l'uomo ha fatto irruzione nello studio di registrazione della Kyoto Animation, gridando agli impiegati di volerli veder morire nel rogo da lui causato dopo aver sparso liquido infiammabile da un secchio. La polizia ritiene che il sospettato abbia comprato il gasolio da una vicina stazione di servizio lo stesso giorno, trasportando due taniche da 20 litri su un carrello.

Secondo il racconto di una donna residente nel quartiere, a inizio settimana il 41enne si sarebbe recato in un parcheggio per biciclette adiacente al luogo dell'incidente, con contenitori pieni di carburante, portati in alcuni cartoni. Un giorno prima del rogo, uno studente liceale ha testimoniato di aver visto un uomo con le sembianze del sospettato, steso su una panchina in un parco, a 500 metri dallo studio, con accanto un carrello metallico. La polizia nel frattempo non è stata in grado di confermare la residenza dell'uomo, sebbene i media locali abbiano anticipato dettagli sui suoi precedenti penali.

Nel 2012 il sospettato aveva avuto guai con la giustizia per un tentativo di furto in un supermercato ed era stato condannato a 3 anni e mezzo di carcere. Dopo il rilascio è stato ospite in un complesso abitativo per ex carcerati, prima di spostarsi a un indirizzo a nord di Tokyo. Altre fonti investigative precisano che l'uomo percepiva un sussidio statale ed era stato sottoposto a cure mediche per problemi mentali. Sebbene il movente non sia chiaro, i media giapponesi riferiscono che l'uomo all'atto del suo arresto abbia raccontato alla polizia che era stato 'ingannato' dallo studio di animazione, colpevole - a suo dire - di avergli rubato l'idea per un film da un suo romanzo.

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