Keystone
MALTA
16.07.2019 - 17:210

Giornalista uccisa, la procura chiede tre ergastoli

Vennero arrestati un paio di mesi dopo l'assassinio. Restano sconosciuti i mandanti

LA VALLETTA - La Procura generale maltese ha formalizzato le accuse e chiesto condanne all'ergastolo per i tre presunti autori materiali dell'omicidio di Daphne Caruana Galizia, la giornalista maltese uccisa con un'autobomba il 16 ottobre 2017. I tre vennero arrestati un paio di mesi dopo. Restano sconosciuti i mandanti.

Il governo maltese, contestato e considerato complice dalla famiglia, ha espresso soddisfazione con una nota in cui sottolinea: «Questa è un'ulteriore prova della dedizione e del buon funzionamento delle istituzioni».

Ad essere sotto accusa sono i fratelli George (55 anni) e Alfred (53) Degiorgio e Vincent Muscat (55), tutti pregiudicati. La loro individuazione avvenne grazie alle indagini condotte con la collaborazione internazionale di Fbi, Europol e molte polizie europee, da Scotland Yard a quella italiana, compresi specialisti finlandesi che contribuirono - tra l'altro - al recupero in mare dei telefonini usati per l'attentato.

I tre finirono in manette a dicembre del 2017 e da allora il loro arresto è stato sempre confermato. La formalizzazione dei capi di accusa ora conferma automaticamente l'arresto per 20 mesi.

Secondo quanto riportato da Malta Today, le accuse a loro carico sono sei: oltre all'omicidio volontario, per il quale gli inquirenti hanno chiesto il carcere a vita «con almeno 12 periodi di isolamento», sono stati rinviati a giudizio per associazione a delinquere, promozione e organizzazione dell'omicidio, partecipazione attiva all'esecuzione dell'omicidio, oltre al possesso illegale di esplosivi e al loro utilizzo per uccidere (reato che anch'esso viene punito con l'ergastolo). Il provvedimento di rinvio a giudizio consta di 18 pagine.

Il quotidiano maltese riporta che, nel testo, gli inquirenti scrivono di ritenere che «George De Giorgio, Alfred De Giorgio e Vincent Muscat si sono associati tra loro così come con terze parti che sono ancora sconosciute, allo scopo di uccidere Daphne Caruana Galizia». Ed aggiungono che i tre hanno minuziosamente pianificato l'omicidio: «Gli accusati hanno anche concordato i ruoli che ognuno di loro avrebbe avuto: uno avrebbe sorvegliato l'area (attorno alla casa della giornalista, ndr) nei giorni precedenti il crimine, un altro l'avrebbe sorvegliata nel giorno del crimine, il terzo avrebbe fatto detonare la bomba». Da solo, è un reato che prevede - nella legge maltese - fra 20 e 40 anni di prigione.

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