Keystone
ITALIA
16.07.2019 - 14:310
Aggiornamento : 17:35

Sequestro armi nel Pavese, Salvini: «Volevano uccidermi». Arriva la smentita

Nell'hangar la Digos ha recuperato anche un missile aria-aria Matra

TORINO - È ripresa stamani la perquisizione nell'hangar nei pressi dell'aeroporto di Rivanazzano Terme (Pavia) dove la Digos di Torino ha recuperato un missile aria-aria Matra e altro materiale. Nel corso di un'indagine su ambienti di estrema destra sono state arrestate tre persone, fra cui un 42enne ticinese, residente a Melide.

Gli agenti, insieme agli specialisti dell'esercito italiano, stanno procedendo con l'inventario del materiale da guerra e da sparo custodito negli scatoloni impilati su scaffali alti dieci metri. Sul materiale verrà effettuata una perizia balistica.

Nel frattempo è stato individuato il precedente possessore del missile. Si tratta di un milanese, la cui posizione è ora al vaglio degli investigatori. Fino a due mesi fa il missile era in un capannone a Oriolo, nei pressi di Voghera.

Il ticinese di 42 anni, e Fabio Bernardi, italiano 51 anni, entrambi messi ai domiciliari, erano i proprietari dei due depositi. Fabio Del Bergiolo, 60enne di Gallarate vicino a Forza Nuova, cercava di vendere il missile e, secondo gli investigatori, si proponeva come intermediario chiedendo tra il 5 e il 10% del prezzo finale di vendita. L'uomo aveva contattato un'azienda che si occupa di transazioni nazionali e internazionali di armamenti italiani e un funzionario di un paese estero.

Salvini: «Volevano uccidere me» - Il missile e le altre armi sono state sequestrate nell'ambito di un'indagine sulla preparazione di un attentato contro il ministro Matteo Salvini. Lo ha detto oggi a Genova lo stesso vicepremier. 

«L'ho segnalata io. Era una delle tante minacce di morte che mi arrivano ogni giorno. I servizi segreti parlavano di un gruppo ucraino che attentava alla mia vita. Sono contento sia servito a scoprire l'arsenale di qualche demente».

La smentita - Fu un ex agente del Kgb a segnalare l'esistenza di un progetto di un attentato a Matteo Salvini da parte di ultranazionalisti ucraini. A svolgere le indagini furono la Digos (Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali) e la procura di Torino e, secondo quanto viene riferito, non furono trovati riscontri.

Il monitoraggio di 5 italiani, ex miliziani considerati vicini al Battaglione Azov, portò alla scoperta del tentativo di vendita di un missile aria-aria Matra.

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