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Secondo fonti di polizia, l'attentatore aveva 13 anni.
AFGHANISTAN
12.07.2019 - 11:060
Aggiornamento : 18:25

Ragazzo kamikaze ad un matrimonio: 6 morti

L'attentato è avvenuto nella provincia di Nangarhar. Si contano anche 40 feriti

KABUL - Un kamikaze che si fa saltare in aria in una festa di matrimonio, uccidendo sei persone e ferendone 40. Scene di ordinario orrore nella guerra intestina afghana che si trascina da decenni. Ma questa volta c'è anche un particolare agghiacciante: l'attentatore suicida era un ragazzo di 13 anni, usato come strumento in uno dei tanti scontri fratricidi che spesso assumono i contorni di faide tra clan.

Intanto le truppe governative sono accusate di nuovi crimini. Le forze speciali hanno fatto irruzione in una clinica nella provincia di Wardak nella notte fra l'8 e il 9 luglio ed hanno "giustiziato" quattro civili. Questa la denuncia di Human Rights Watch (Hrw), che chiede alle autorità di Kabul un'indagine approfondita per individuare e punire i responsabili.

La strage alla festa di nozze è avvenuta nella provincia orientale di Nangarhar. Secondo fonti di polizia, l'obiettivo di coloro che hanno mandato il bambino a farsi saltare in aria era Malik Toor, signorotto locale del distretto di Pachirwa Agham e comandante di una milizia filo-governativa, che aveva organizzato il ricevimento. Lo stesso Toor è tra le vittime.

Nessuna organizzazione ha finora rivendicato l'azione. I Talebani si sono però affrettati a negare ogni responsabilità, impegnati come sono da diversi mesi in negoziati con gli Usa, la Russia e l'Iran per trovare una soluzione pacifica alla guerra che dilania il Paese praticamente dalla fine degli anni Settanta e che è continuata dopo l'invasione americana del 2001 che ha rovesciato il regime talebano a Kabul.

I sospetti ricadono quindi in particolare sull'Isis, che proprio nella provincia di Nangarhar ha le sue roccaforti e che annovera i Talebani tra i suoi nemici. Le milizie del cosiddetto Stato islamico hanno rafforzato la loro presenza in Afghanistan in tempi recenti, dopo le pesantissime sconfitte subite in Siria e Iraq che hanno portato al dissolvimento del "Califfato" proclamato nel 2014 da Abu Bakr al Baghdadi. Proprio l'Isis, insieme ad altri gruppi islamisti minori presenti nell'est del Paese, è l'organizzazione che più ha da perdere da un accordo tra i Talebani, il governo afghano e le grandi potenze, che si tradurrebbe in una campagna militare volta a spazzare via dal Paese i seguaci dello Stato islamico.

Per quanto riguarda le quattro "esecuzioni" avvenute nella clinica di Wardak, Hrw afferma che le vittime erano una guardia e tre assistenti, mentre il direttore della struttura è sparito, probabilmente arrestato. I militari che hanno compiuto l'incursione ritenevano evidentemente che all'interno dell'ospedale venissero curati insorti rimasti feriti nei combattimenti, o che venissero nascoste armi.

La missione dell'Onu per l'Afghanistan (Unama) afferma che dall'inizio dell'anno i commando afghani che operano al di fuori della regolare catena gerarchica e sono sostenuti da effettivi della Cia americana, hanno incrementato il numero dei raid notturni, in diversi dei quali sono rimasti uccisi dei civili.

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