MESSICO
27.06.2019 - 12:240
Aggiornamento : 14:04

Sono morti abbracciati nel Rio Grande, ecco chi erano Oscar e Valeria

Dopo la foto che ha scosso la coscienza del mondo, parla la nonna: «Sognavano una vita migliore».

CITTÀ DEL MESSICO - Vivevano a San Martin, Oscar Ramirez e la piccola Valeria di appena 23 mesi. È da questo piccolo comune di El Salvador, nel cuore dell’America centrale, che i due, insieme a Tania - la mamma -, si sono incamminati verso la frontiera degli Stati Uniti, in cerca di una migliore opportunità di vita. Come tanti viaggi della speranza, anche il loro si è originato a causa delle precarie condizioni di vita: «Sono partiti per una questione economica», asserisce Rosa, la nonna della piccola Valeria. E poi aggiunge: «Non avevamo mai avuto problemi, anche se in questa zona ci sono diverse gang». 

Oscar, il padre 25enne, lavorava presso una pizzeria, mentre Tania - ventunenne - era impiegata in un fast-food. «Gli ho detto "figlio mio non partire, ma se proprio vuoi farlo, lascia la bambina». Lui mi ha risposto «Come pensi possa lasciarla qui?». Sono queste le parole di nonna Rosa: parole riferite a pochi giorni dalla tragedia, a caldo, ma che raggelano i cuori e racchiudono in sintesi la struggente vicenda della famiglia salvadoregna.

Attraversato il fiume, e lasciato la piccola sulla sponda della riva, Oscar si è volto indietro nel tentativo di recuperare mamma Tania. Vedendo il papà allontanarsi, la bambina si è gettata nelle acque del fiume. «La chiamavo la piccola ricciolina» dice Marta - la vicina di casa della famiglia - ricordando Valeria, mentre la nonna della piccola constata amaramente che padre e figlia «sono morti uno nelle braccia dell'altra».

Keystone
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