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GERMANIA
06.06.2019 - 10:560

Uccise 85 pazienti, ergastolo all'infermiere-killer

Causava il collasso delle vittime per poi rianimarle guadagnandosi le lodi dei colleghi, spesso però la messa in scena finiva in tragedia

BERLINO - Il tribunale distrettuale di Oldenburg ha condannato l'ex infermiere Niels Hoegel all'ergastolo per 85 omicidi di pazienti, compiuti tra il 2000 ed il 2005 nelle cliniche Oldenburg e Delmenhorst.

Il giudice Sebastian Buehrmann ha riconosciuto la «straordinaria gravità» dei fatti che ha permesso la comminazione della pena dell'ergastolo invece dei quindici anni considerati normalmente la pena massima.

L'uomo, che ha 42 anni, era stato già condannato alla detenzione a vita per altri sei omicidi; quello appena conclusosi è il terzo processo a suo carico: è stato riconosciuto colpevole della più lunga serie di omicidi del secondo dopoguerra in Germania, di avere ammazzato quasi cento persone che erano affidate alle sue cure negli ospedali in cui aveva lavorato.

Hoegel iniettava nei pazienti farmaci che ne causavano gravi scompensi e addirittura collassi cardiaci in modo che lui stesso potesse intervenire per rianimarli, così da poterne uscire come l'eroe della situazione. Molto spesso, però la rianimazione non andava a buon fine, ed i pazienti morivano.

Nella fase finale del processo, ieri, Hoegel si era «sinceramente scusato con tutti per il danno che ho fatto durante tutti questi anni», aggiungendo di essere «giorno e notte perseguitato da vergogna e rimorso». Più di 130 esumazioni erano state richieste per costituire il capo dell'accusa.

Hoegel non ha subito ammesso tutti gli omicidi: disse di averne compiuti solo 43 omicidi, mentre per gli altri si era trincerato dietro il classico 'non ricordo'. la verità, è emerso in dibattimento, è che questo 'angelo della morte' agiva solo per il suo narcisismo, per mettersi in mostra.

La vicenda ha fatto parecchio scalpore in Germania, puntando il dito anche sugli ospedali che non hanno reagito prontamente al fatto che i pazienti vi morivano come mosche.

Soddisfatti dalla sentenza i familiari delle vittime.«Quest'uomo dal carcere non deve uscire vivo. Abbiamo aspettato anni per avere giustizia», hanno detto in aula parlando con i cronisti, plaudendo alla condanna all'ergastolo comminata dal giudice.

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