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CINA
09.05.2019 - 09:480
Aggiornamento : 10:12

Il 36enne canadese condannato a morte per droga non conosce ancora il suo destino

Iniziato oggi l'appello promosso da Robert Lloyd Schellenberg. Dopo l'audizione, la Corte di Dalian ha aggiornato a data da destinarsi l'udienza per il verdetto

PECHINO - L'appello promosso da Robert Lloyd Schellenberg, cittadino canadese condannato a morte in Cina per traffico di droga il 14 gennaio, ha avuto inizio oggi con un'udienza alla Corte del popolo intermedia di Dalian, nel Liaoning.

La Corte, dopo l'audizione, ha aggiornato l'udienza a data da destinarsi per il verdetto, ha riferito il tabloid Global Times. Schellenberg, 36 anni, aveva visto la condanna decisa a novembre di 15 anni di carcere inasprita in appello in pena capitale, perché considerata «troppo indulgente» rispetto ai reati.

Il caso si è intrecciato con la crisi diplomatica tra Cina e Canada per l'arresto in dicembre a Vancouver, su richiesta Usa di Meng Wanzhou, direttore finanziario di Huawei, accusata di aver violato le sanzioni americane all'Iran.

La Cina ha quindi arrestato due canadesi, l'ex diplomatico Michael Kovrig e il businessman Michael Spavor, in una mossa vista come una ritorsione. Il 30 aprile un altro canadese, Fan Wei, è stato condannato a morte per traffico di droga. Su Meng, libera su cauzione, pende il giudizio di estradizione verso gli Usa.

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