Keystone
ITALIA
14.01.2019 - 16:360
Aggiornamento : 19:58

Battisti: «Ora so che andrò in prigione». Trasferito in Sardegna

L'ex terrorista starà nel carcere di Oristano. Nominato un nuovo difensore italiano. Respinta la richiesta d'asilo in Bolivia

ROMA - «Ora so che andrò in prigione», questa è stata la prima frase pronunciata da Cesare Battisti dopo il suo rimpatrio. L’ex terrorista è giunto questa mattina dalla Bolivia, dove è stato catturato sabato, a Roma con un volo diretto.

Dopo le prime pratiche è stato trasferito all’aeroporto militare di Pratica di Mare per prendere un volo con destinazione la Sardegna. Il 64enne sarà infatti incarcerato nella struttura di Oristano, e non a Rebibbia, come era stato detto inizialmente. La scelta è stata motivata da «ragioni di sicurezza». Il carcere di Roma sarebbe stato comunque temporaneo.

La struttura inaugurata nel 2012 ospita 266 detenuti - nessuno è mai evaso - quasi tutti condannati per reati comuni. L’85% di questi è sottoposto a regime di sicurezza, ma nessuno al 41-bis. 

Battisti nomina un nuovo difensore italiano - L'ex terrorista di estrema sinistra ha nominato un nuovo difensore italiano. Si tratta di Davide Steccanella, noto penalista milanese.

Steccanella, difensore anche del noto bandito Renato Vallanzasca, è autore anche di libri sugli anni di Piombo come 'Gli anni della lotta armata. Cronologia di una rivoluzione mancata'. Ha fra l'altro assistito nella richiesta di riabilitazione l'ex terrorista di Prima Linea Mario Ferrandi.

Il legale, appena sarà possibile, si recherà nel carcere di Oristano, in Sardegna, a colloquio con Battisti.

Respinta la richiesta d'asilo in Bolivia - Il ministro dell'Interno della Bolivia, Carlos Romero, ha dichiarato oggi che l'ex terrorista Cesare Battisti è stato consegnato alle autorità italiane dopo che la sua richiesta di asilo è stata valutata e respinta dalla Commissione nazionale per i rifugiati (Conare). Lo riferisce il quotidiano El Deber di Santa Cruz de la Sierra.

La precisazione giunge dopo le polemiche suscitate a La Paz dall'uso di un 'fast track' da parte del governo boliviano per consegnare ieri Battisti alla polizia italiana.

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