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19.05.2018 - 22:040

Strage a scuola in Texas: il killer veniva bullizzato

Il 17enne che ha ucciso dieci persone al liceo di Sante Fe giocava a football e ballava in un gruppo della chiesa greca ortodossa

WASHINGTON - Una supplente che sognava di fare la nonna e una studentessa del Pakistan arrivata con un programma di scambio varato dopo l'11 settembre: sono le prime due vittime identificate delle dieci falciate ieri al liceo texano di Santa Fe da Dimitrios Pagourtzis, lo studente di 17 anni che aveva pianificato la strage nel suo diario sino ad un suicidio finale che però non ha avuto il coraggio di compiere. Per questo, ha confessato agli investigatori, ha risparmiato i compagni che gli piacevano: perché raccontassero poi la sua storia, pare quella di un alunno bullizzato da studenti e coach, come ha riferito un suo conoscente.

Un ragazzo apparentemente tranquillo e alla buona, che giocava a football nella squadra del liceo e ballava in un gruppo della chiesa greca ortodossa. Ma che nel sottosuolo della sua vita fabbricava ordigni artigianali, postava foto con simboli nazisti (ma c'erano anche una falce e un martello) e t-shirt con scritte come 'Born to kill' (nato per uccidere). Fino ad usare il fucile e il revolver calibro 38 del padre per realizzare il suo massacro da solo, come ha assicurato nell'interrogatorio, facendo cadere gli ultimi dubbi sulla possibile complicità di altri due studenti fermati.

Mentre proseguono le indagini, comincia il doloroso rito del riconoscimento delle vittime, ricordate ieri sera alla scuola con un'affollata veglia. Devastati dalla tragedia, genitori che stavano preparando la festa per il diploma dei loro figli si trovano ora a dover organizzare i loro funerali sullo sfondo di una struggente Spoon River declinata sui social media.

L'ironia del destino ha voluto che i primi corpi identificati fossero quelli di due persone in qualche modo di passaggio al liceo. Una era Cynthia Tisdale, supplente, sposata con tre bambini, amatissima dai suoi studenti. «Cynthia progettava un giorno di andare in pensione e di diventare nonna a tempo pieno ma questo non accadrà mai», ha riferito il cognato.

L'altra era Sabika Sheikh, 18 anni, una ragazza pakistana che usufruiva di un programma di scambio culturale lanciato dopo l'attacco alle Torri gemelle per portare studenti musulmani in Usa. «Come studente di questo programma, Sabika era una giovane ambasciatrice, un ponte tra i nostri popoli e le nostre culture», ha commentato l'ambasciatore Usa in Pakistan David Hale.

Le altre vittime non sono state ancora formalmente identificate ma parenti e amici hanno cominciato a condividere le loro storie sul web. Tra loro Shana Fisher, 16 anni appena compiuti, descritta dalla madre come una ragazza «timida e dolce, devota al suo cane Kallie». Angelica Ramirez è ricordata dalla famiglia come una giovane «gentile e divertente, una affettuosa sorella maggiore con un sorriso contagioso». Più rabbioso il commento di Rhonda Hart, madre di Kimberly Vaughan, anche lei morta nella sparatoria: «Gente, chiamate i vostri dannati senatori. Chiamate i vostri deputati. Abbiamo bisogno del controllo sulle armi. Dobbiamo proteggere i nostri bambini».

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump intanto ha 'attivato' la commissione sulla sicurezza delle armi creata dopo la sparatoria al liceo di Parkland. La incontrerà la prossima settimana. Ma finora ha fatto ben poco per fermare le stragi scolastiche, che dall'inizio dell'anno hanno mietuto più vittime che nell'esercito americano: 30 contro 13.

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