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ITALIAForce Blue, 18 mesi a Briatore in secondo grado

10.02.18 - 19:11
Lo yacht era stato sequestrato dalla Guardia di Finanza al largo della Spezia nel 2010
Keystone
Force Blue, 18 mesi a Briatore in secondo grado
Lo yacht era stato sequestrato dalla Guardia di Finanza al largo della Spezia nel 2010

GENOVA - Lieve sconto di pena in appello per Flavio Briatore, condannato a 18 mesi per i reati fiscali legati al noleggio del Force Blue, il megayacht sequestrato dalla Guardia di Finanza al largo della Spezia nel 2010.

A bordo c'erano l'allora moglie Elisabetta Gregoraci, il figlioletto e una ventina di membri dell'equipaggio. I giudici hanno dichiarato prescritti i reati commessi nel 2008 e hanno diminuito così la condanna rispetto ai 23 mesi del primo grado. Oltre all'ex team manager della Renault in Formula 1, sono stati condannati a 18 mesi anche il comandante dello yacht Ferdinando Tarquini e uno degli amministratori della Autumn Sailing Limited, proprietaria del megayacht, Dominique Warluzel.

Per Maria Pia De Fusco, amministratrice fino al 2008, i giudici hanno pronunciato sentenza di estinzione del reato per prescrizione. Confermata l'assoluzione di un altro amministratore, Laurence Eckle Teyssedou. Infine, i giudici di secondo grado hanno confermato la confisca del Force Blue, che potrà navigare ma con un amministratore.

Secondo l'accusa, Briatore era amministratore di fatto e proprietario della Autumn Sailing Limited e, quindi, effettivo proprietario e armatore dello yacht. L'accusa era per tutti quella di aver simulato un'attività commerciale di noleggio che avrebbe consentito di utilizzare il Force Blue iscritto in un Paese extracomunitario e di proprietà della Autumn Sailing Limited con sede nelle Isole Vergini Britanniche, per uso diportistico in acque territoriali italiane dal luglio 2006 al maggio 2010 senza versare la dovuta Iva all'importazione per 3,6 milioni di euro.

Erano stati quindi accusati di avere indebitamente goduto di agevolazioni fiscali compreso l'aver indicato l'uso di carburante come esente dalle accise. Un'altra accusa era quella di emissione di fatture per operazioni inesistenti.

«Prendiamo atto della sentenza - ha commentato l'avvocato Massimo Pellicciotta che insieme al collega Fabio Lattanzi difende l'imprenditore - e faremo ricorso in Cassazione. Siamo certi dell'innocenza di Briatore».

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