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01.11.2017 - 15:110
Aggiornamento : 16:40

New York, il killer: «Orgoglioso dell'attacco». La vittima belga è una madre di 31 anni

Gli investigatori stanno interrogando Sayfullo Saipov in ospedale, nel 2015 fu interrogato per terrorismo

NEW YORK - Il killer di New York si è detto «orgoglioso dell'attacco». Lo riferiscono alcune fonti investigative alla Abc. Gli investigatori stanno interrogando Sayfullo Saipov in ospedale, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Fino a questo momento si è dimostrato «abbastanza collaboratico»

La premeditazione - Ci sono indicazioni che l'attacco fosse stato pianificato dal killer. Lo riporta la Cnn citando alcune fonti, secondo le quali Sayfullo Saipov è entrato a Manhattan dal George Washington Bridge e sapeva perfettamente dove poter colpire, ovvero laddove non c'erano barriere in grado di fermarlo. 

Aggiornamento in merito alla pianificazione: «Sayfullo Saipov è arrivato negli Stati Uniti nel marzo del 2010, ed è legalmente negli Usa. Ha pianificato l'attacco per settimane». Lo afferma John Miller, il vice commissario della polizia di New York, sottolineando che il killer è all'ospedale di Bellevue, dove è in arresto.

Ascoltata la moglie del killer - La moglie del killer sta parlando con gli investigatori e fornendo loro informazioni. Lo riportano i media americani, sottolineando che la polizia e l'Fbi sono nella casa del killer a Paterson, in New Jersey.

Radicalizzato negli Stati Uniti - Sayfullo Saipov ha agito per l'Isis, di cui aveva una bandiera. Lo testimoniano alcuni appunti scritti a mano rinvenuti vicino al furgoncino bianco che ha utilizzato per concretizzare il suo piano. Nel suo computer, inoltre, è stato trovato materiale legato all'Isis. Saipov si sarebbe radicalizzato negli Stati Uniti.

La vittima belga è una madre di 31 anni - È una donna di 31 anni la vittima belga dell'attentato. Lo riferiscono i media belgi. La donna, madre di due bimbi di 3 anni e di 3 mesi, era originaria di Staden, nelle Fiandre occidentali, e stava visitando la città in bicicletta insieme alla madre e a due sorelle, che sono rimaste illese.

Il dolore di Obama - L'ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama si è detto addolorato per quanto accaduto a New York: «I newyorchesi sono tenaci come pochi», ha affermato da Chicago, dove è in corso il summit organizzato dalla sua fondazione, senza entrare al momento nelle polemiche suscitate dalle parole del presidente Usa Donald Trump dopo l'attentato.

Nel ricordare le vittime dell'attentato di New York Obama parla di «attacco», e non usa la parola «terrore» o «terrorismo», come sottolineano alcuni media americani critici nei confronti dell'ex presidente. Media che ricordano come Trump fin dalla campagna elettorale ha sempre criticato Obama per non ricorrere all'espressione «estremismo radicale islamico».

Interrogato nel 2015 per terrorismo - Il killer di New York, Sayfullo Saipov, venne interrogato da agenti federali dell'Homeland Security nel 2015 per sospetti legami con elementi jihadisti, ma non emersero prove e non fu indagato. Lo riferisce Abc.

Il nome e l'indirizzo di Saipov vennero indicati come «punto di contatto» per due elementi inseriti nell'elenco dell'antiterrorismo perché arrivati da «Paesi minaccia». Uno dei due da allora è sparito ed è ricercato come «sospetto terrorista».

Dimessi tre feriti - Dei 12 feriti dell'attacco di New York, tre sono stati dimessi dall'ospedale, dove ne restano quindi 9. Alcuni sono in condizioni critiche ma stabili. Lo afferma la polizia di New York.

«Attacco ai nostri valori» - «Questo è stato un attacco ai nostri valori». Lo afferma il sindaco di New York, Bill de Blasio, sottolineando che l'attentato di ieri non cambierà la città.

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