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SPAGNA
21.08.2017 - 09:500
Aggiornamento : 13:37

Pubblicate le foto del jihadista in fuga

Attualmente il 22enne è ancora introvabile. Nei suoi confronti è stato emesso un mandato di cattura internazionale

BARCELLONA - Il conducente del furgoncino bianco che ha investito giovedì scorso a Barcellona decine di persone, uccidendone 13, è stato identificato. Lo ha annunciato stamane la polizia catalana su Twitter.

Si tratta, come già ipotizzato, di Younes Abouyaaqoub. Attualmente il 22enne di origine marocchina e residente a Ripoll si trova ancora in fuga. «Tutte le informazioni in nostro possesso confermano questa tesi», ha confermato il ministro degli interni Joaquim Forn a Catalunya Radio. Nel caso avesse varcato i confini spagnoli è stato emesso un mandato di cattura internazionale.

Ci sono le foto mentre se ne va dal luogo della strage - Sono state pubblicate stamane da El Pais tre foto del jihadista mentre si allontana dal luogo dell'attentato a piedi, attraverso il mercato de La Boqueria, vicino al punto dove il furgone della strage si è schiantato contro un'edicola dopo avere travolto la folla, facendo 13 morti e 134 feriti.

La ricostruzione - Younes Abouyaaqoub è fuggito a piedi mescolandosi alla folla nel panico, dopo che la corsa del furgone omicida che guidava è stata fermata davanti al teatro del Liceo. Secondo la stampa spagnola è la conclusione cui sono arrivati gli inquirenti.

Secondo la ricostruzione di La Vanguardia, il jihadista marocchino, 22 anni, si è allontanato dal punto d'impatto del furgone mettendosi gli occhiali da sole e a passo rapido ma senza correre per non attirare l'attenzione è partito attraverso il mercato di La Boqueria e poi per le stradine del Raval.

Il quotidiano ipotizza che Abouyaaqoub sia arrivato a piedi in circa un'ora fino al quartiere universitario e qui abbia rubato l'auto del giovane cooperante spagnolo Pau Perez, pugnalandolo mortalmente. Al volante della vettura ha forzato poco dopo un posto di blocco sulla Meridiana e, inseguito alla polizia, ha abbandonato l'auto 3 km dopo, lasciando all'interno il cadavere di Perez, e fuggendo di nuovo a piedi.

L'Audi A3 diCambrils era passata per la Francia - L'Audi A3 utilizzata per l'attacco terroristico a Cambrils era stata fotografata da un autovelox, nella regione parigina dell'Île-de-France, circa una settimana prima degli attentati. Lo rende noto Le Parisien, sottolineando che «secondo fonti concordanti, al momento le indagini non hanno stabilito nessun legame operativo con la Francia».

«Potrebbe trattarsi di un semplice transito su un tragitto più lungo» scrive il quotidiano. L'informazione proviene dalla cooperazione tra forze dell'ordine organizzata "a livello europeo per identificare eventuali complici" afferma il giornale parigino. Bfmtv ha affermato che la macchina è immatricolata in Spagna e non risulta essere stata affittata o rubata.

Ancora 51 i feriti ricoverati, 15 sono gravi - Negli ospedali di Barcellona sono ancora ricoverati 51 dei 130 feriti nell'attentato della Rambla, 15 sono in gravi condizioni, secondo i dati diffusi oggi dai servizi sanitari catalani. Nell'attentato del 17 agosto sono state uccise 13 persone.

Attentato deciso in una riunione la notte prima - L'attacco contro la folla sulla Rambla di Barcellona di giovedì pomeriggio è stato deciso dalla cellula jihadista la notte precedente durante una riunione a Ripoll, riferisce la tv pubblica spagnola Rtve.

I terroristi hanno deciso di cambiare piani dopo avere saputo che il covo di Alcanar, dove preparavano esplosivi per un grande attentato a Barcellona, era stato distrutto da un'esplosione, ed hanno optato per due attacchi senza esplosivi sulla Rambla e sul Lungomare di Cambrils.

Trasferito l'unico sopravvissuto all'esplosione - La polizia catalana ha trasferito questa mattina in ambulanza da Tortosa a Barcellona Mohamed Houli Chemlal, 21 anni, l'unico sopravvissuto nell'esplosione della base operativa della cellula jihadista a Alcanar, vicino a Tarragona, che ha colpito la settimana scorsa sulla Rambla e Cambrils.

Il giovane, ferito nell'esplosione provocata probabilmente da un errore nella manipolazione degli esplosivi da parte di un membro della cellula, è in arresto. Il ministro degli interni catalano Joaquim Forn ha detto ieri che collabora con la polizia, cui ha fornito informazioni utili che hanno consentito progressi nell'inchiesta.

Fra le macerie del covo della cellula gli inquirenti hanno individuato i resti biologici di tre persone, una delle quali potrebbe essere l'imam di Ripoll Abdelbaki es Satty, sospettato di essere l'indottrinatore e il leader del gruppo.

 

 

 

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