ITALIA
23.07.2017 - 18:030

Si gettano dal ponte di Calatrava a Venezia, identificati

Sei giovani turisti belgi riceveranno una multa molto salata

VENEZIA - Il ponte di vetro dell'archistar usato come un trampolino per tuffi acrobatici in Canal Grande. È accaduto di primo mattino a Venezia, a pochi passi da Piazzale Roma, terminal automobilistico della città. Ma stavolta, a differenza di altre occasione, le forze dell'ordine sono riuscite a cogliere sul fatto e a identificare i responsabili.

Si tratta di sei giovani turisti belgi che poco dopo le 6 si sono spogliati e, scambiando forse il ponte progettato da Santiago Calatrava con la pedana dei Mondiali di Budapest, si sono gettati senza alcun timore in acqua da un'altezza di una decina di metri.

Per la verità l'ultimo del gruppo, meno in forma fisicamente degli amici, qualche problema a issarsi goffamente sul parapetto l'ha avuta, come conferma il video diffuso via internet, e anche la caduta in acqua non è stata propriamente plastica. L''impresa' è stata condita da grida di giubilo e frasi goliardiche.

La gioia, però, è durata il tempo di qualche minuto: grazie alle telecamere installate nell'area, la Polizia ha seguito le evoluzioni natatorie del gruppo e ha avvertito gli agenti della Polizia municipale che sono riusciti a bloccare i ragazzi belgi, ancora intenti ad asciugarsi e a rivestirsi. Tutti sono stati identificati e subiranno una pesante sanzione pecuniaria.

Lo conferma lo stesso sindaco della città Luigi Brugnaro che ha postato un tweet significativo: «"Presi!!! Grazie @poliziadistato aspettiamo tutti i dati di questi "eroi" per una punizione la più esemplare possibile! Sarà tutto pubblico!». L'accaduto ha spinto il primo cittadino a rivolgersi al presidente del Consiglio Gentiloni per chiedere che venga accolta la proposta dell'amministrazione lagunare di concedere poteri penali ai giudici di pace. "Li teniamo noi in cella - ha ribadito Brugnaro - per una notte".

Quello di oggi è stato gesto spericolato e altamente pericoloso simile a quello costato la vita nell'agosto scorso ad un marinaio neozelandese di 48 anni in servizio su uno yacht ormeggiato in Punta della Dogana, che aveva avuto la bella pensata di gettarsi a capofitto dal Ponte di Rialto. Scambiando anche in quel caso il canale per il mare aperto, l'uomo, in preda ai fumi dell'alcool, non si era accorto che proprio in quel momento stava transitando sotto il ponte un taxi acqueo, centrato in pieno. Quell'episodio è stato usato oggi per stigmatizzare via web l'ennesimo atto di inciviltà degli ospiti di Venezia. «Ancora una volta la nostra città - ha scritto in 'rete' un veneziano - è utilizzata come una piscina in modo incosciente e pericoloso. E se fosse passata una barca come lo scorso anno a Rialto?».

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