ITALIA
08.05.2016 - 21:310

Arrestato foreign fighter, "arruolava" in Italia

Fermato un 26enne sloveno

ROMA - Resta alta la vigilanza contro la minaccia del terrorismo internazionale. Un cittadino sloveno di 26 anni ritenuto un foreign fighter responsabile di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale, oltre che di avere avviato un processo di radicalizzazione e di reclutamento di aspiranti jihadisti sul territorio nazionale italiano, è stato arrestato oggi. L'operazione è stata portata a termine dai Carabinieri del Raggruppamento operativo speciale (Ros) in collaborazione con la Polizia slovena.

"È la conferma, ancora una volta - ha commentato il ministro dell'Interno italiano Angelino Alfano nel dare la notizia - che il nostro sistema di prevenzione e sicurezza sta funzionando al meglio".

Il titolare del Viminale si è congratulato con il comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette, per l'operazione, coordinata dalla magistratura di Venezia, che ha consentito anche di eseguire, nel corso dell'attività investigativa iniziata lo scorso anno, un altro provvedimento di espulsione, per motivi di terrorismo, nei confronti di un 28enne macedone e di arrestare un suo connazionale di 37 anni.

La necessità di tenere alta la guardia in tutta Europa è stata confermata alcuni giorni fa dal direttore di Europol, Rob Wainwright, ascoltato in audizione al Comitato Schengen: la minaccia terroristica è ancora molto alta, la più grave dai tempi dell'11 settembre e temo sia probabile un nuovo attacco in Europa in futuro" ha dichiarato aggiungendo tuttavia di non avere informazioni su specifiche minacce all'Italia.

Procede comunque a ritmi serrati l'attività di controllo e monitoraggio sul territorio nazionale. In occasione dell'espulsione per motivi di sicurezza lo scorso 16 aprile di un marocchino di 21 anni, residente in provincia di Ragusa, il ministro Alfano ha stilato un provvisorio bilancio che segnala 13 espulsioni dell'inizio dell'anno e, complessivamente, 79 persone espulse dall'inizio del 2015. Secondo i dati forniti dal ministro Alfano, nella conferenza di fine 2015, in particolare nei servizi di prevenzione del terrorismo di matrice jihadista, nell'anno sono state controllate 74.177 persone, più di 20mila dopo gli attentati di Parigi. 259 sono stati invece i soggetti arrestati per estremismo religioso.

Accanto alla lotta al terrorismo, il contrasto al traffico di migranti resta l'altra priorità considerando i possibili incroci tra i due fenomeni criminali. Ed è in quest'ottica che l'Ue - secondo quanto ha detto a El Pais il colonnello Manuel Navarrete, direttore del Centro europeo contro il Terrorismo, istituito quest'anno - sta inviando agenti antiterrorismo nei campi profughi "in vari punti caldi di Grecia ed Italia", con l'obiettivo di identificare combattenti jihadisti.

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