STATI UNITI
07.09.2015 - 12:540

"Se avessi saputo che il leone aveva un nome ..."

Dopo delle settimane difficili, il boia del leone Cecil rilascia la sua prima intervista. Afferma di aver agito nel rispetto della legge, ma si rammarica di aver ucciso un animale così amato

NEW YORK - A sei settimane dall'esplosione del "caso del leone Cecil", Walter Palmer si rifà vivo. Il dentista, reo di aver ucciso l'animale simbolo dello Zimbabwe, ha rilasciato la sua prima intervista sullo "Star Tribune" dopo la notizia scandalo che lo ha riguardato.

L'americano ha annunciato l'intenzione di riprendere il lavoro questo martedì, sperando di rimettersi in carreggiata sia sul profilo professionale che della vita privata.

Interrogato dai giornalisti, il 55enne continua a ripetere ciò che ha sempre detto fin dall'inizio del caso: ha abbattuto il leone legalmente, non sapendo che l'animale che andava ad uccidere era Cecil, famoso in tutto il mondo per la sua criniera nera.

"Tutto è stato fatto nel rispetto delle regole. E' legale cacciare i leoni nello Zimbabwe", ha insistito Joe Friedberg, il suo avvocato, presente durante l'intervista.

Palmer, nel frattempo, si è detto contento di poter spiegare che ha ferito Cecil prima di seguirlo e di averlo finito con un'altra freccia. Tutto in meno di quaranta ore, contrariamente a quanto affermato da alcuni media.

Dispiaciuto, ma... - Il dentista ha ribadito che lui e i suoi compagni di safari non sapevano di avere nel mirino il leone venerato dai cittadini dello Zimbabwe e in tutto il mondo. "Se avessi saputo che il leone aveva un nome e che era importante per il Paese, ovviamente non l'avrei ucciso", ha assicurato. L'americano ha aggiunto che, nella notte, il radiocollare di Cecil, nascosto dalla criniera dell'animale, non era visibile. E ha aggiunto che la caccia dei leoni con tali trasmettitori non è illegale.

Dopo sei settimane difficili, il dentista ha deciso di tornare alla sua vita: "Ho un sacco di dipendenti, e mi si spezza il cuore nel vedere che le loro vite sono state così turbate. Sono un operatore sanitario. Devo tornare al mio staff e ai miei pazienti. Vogliono che io torni", ha detto.

Moglie e figlia minacciati - Palmer ha aggiunto di aver tenuto un basso profilo "per motivi di sicurezza". "È stato un periodo difficile per mia moglie e mia figlia. Sono stati minacciati sui social network".

Le autorità dello Zimbabwe hanno fatto una richiesta di estradizione per Walter Palmer per giudicarlo, ma per il momento il dentista resta negli Stati Uniti.

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