Via i missili dalla costa nordcoreana

Sembra scendere la tensione nell'area, che aveva raggiunto livelli molto alti
PYONGYANG - Le tensioni nella penisola coreana, con l'inusuale crescendo di retorica bellicosa, avevano portato Pyongyang a decidere il 26 marzo il livello di massima allerta a tutte le unità strategiche missilistiche e di artiglieria per la necessità di proteggere la sovranità messa a rischio da Corea del Sud e Usa, impegnati in manovre militari congiunte.
Il Nord aveva anche spiegato, con il Comando dell'Esercito popolare di Corea, che i vettori balistici erano puntati contro obiettivi importanti su continente americano, Hawaii e Guam, nonchè su altre basi militari Usa di Pacifico e Corea del Sud.
"Pyongyang sembra aver rimosso l'allerta da combattimento intorno al 30 aprile", ha detto la fonte all'agenzia Yonhap.
A questo si aggiunge il ritiro dalla costa orientale dei due missili a medio raggio, capaci di coprire 3-4.000 chilometri. "Sembra che i due vettori siano stati spostati altrove, anche se dobbiamo ancora confermare il nuovo sito", ha aggiunto la fonte governativa. I due missili Musudan sono stati sistemati sui lanciatori mobili agli inizi di aprile a Wonsan, alimentando i timori sul lancio possibile intorno al 15 aprile, in occasione delle celebrazioni del 101/mo anniversario della nascita del fondatore dello Stato e 'presidente eternò, Kim Il-sung, nonno dell'attuale leader Kim Jong-un.
Il Giappone, tuttavia, ha mantenuto la vigilanza sul lancio possibile di missili da parte della Corea del Nord: rifiutando di commentare gli sviluppi provenienti dal Paese comunista, il portavoce del governo, Yoshihide Suga, ha detto in conferenza stampa che l'esecutivo monitora la situazione con "grande preoccupazione. Stiamo prendendo ogni misura possibile per proteggere la vita e la sicurezza del popolo giapponese", ha ribadito Suga.
Ats Ans




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