keystone-sda.ch / STF (ABEDIN TAHERKENAREH)
IRAN
19.06.2021 - 12:540
Aggiornamento : 14:39

Chi è il nuovo presidente, che sposta l'Iran ancora più a destra

Ex-ministro della Giustizia dal pugno di ferro e conservatore Ebrahim Raisi è stato "scelto" direttamente da Khamenei

TEHERAN - Ormai era dato per assodato ma ci voleva comunque la vidimazione delle urne: Ebrahim Raisi - ex-Ministro della Giustizia - è il nuovo presidente dell'Iran e ha già ricevuto le congratulazioni dei suoi avversari politici, compreso l'attuale presidente Hassan Rohani.

Il suo è un vero e proprio plebiscito con un 14.5 milioni di voti di distacco sul secondo classificato di quella che, di fatto, era una corsa a tre. Un totale, che verrà confermato del pomeriggio, che dovrebbe aggirarsi attorno ai 17.8 milioni di voti su 28.6 milioni di votanti (in calo rispetto ai 41 milioni del 2017). Verosimilmente non sarà quindi necessario un ballottaggio.

La vittoria di Raisi, sposta l'equilibrio del Paese nettamente verso la destra conservatrice. Termina così il contrasto intestino tra un esecutivo di centro-destra, come quello dell'ex-presidente Rohani, il clero e i militari del corpo dei Guardiani della rivoluzione. Il nuovo presidente, è importante evidenziarlo, aveva anche incassato il supporto dell'attuale ayatollah Ali Khamenei. Una presa di posizione che, di fatto, già gli garantiva l'elezione.

Per due anni da Ministro della Giustizia, che ha gestito con il pugno di ferro, perseguendo e reprimendo senza gli oppositori del Governo in maniera particolarmente dura e con diversi morti. Proprio di sabato la denuncia di Amnesty International nei suoi confronti, e la richiesta che venga indagato per crimini contro l'umanità.

Durante la sua campagna, il candidato ha spinto molto sul concetto di «Iran, grande nazione» puntando al consenso del ceto medio, in difficoltà in un periodo in cui l'inflazione e l'emergenza Covid ne hanno eroso il potere economico. In passato Raisi è stato un forte sostenitore dell'auto-sostentamento e alla ricerca di una via perché l'Iran possa prosperare noncurante delle sanzioni imposte dall'Occidente.

Non è chiaro, inoltre, quale potrà essere la sua influenza sugli attuali colloqui sul nucleare all'imminente summit Vienna, in quanto la sua entrata in carica avverrà solo un mese dopo.

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